Una volta divinità romana con due volti, uno che guardava al passato e l’altro in avanti che puntava al futuro. In tempi odierni viene indicata come una persona ambigua, ipocrita e doppiogiochista: in pratica la personificazione di questa sinistra. Dettasi da sempre laica e attenta ai bisogni degli italiani, si è rivelata invece prona a una religione che non è il cattolicesimo e molto premurosa e solerte, invece, verso i bisogni del nuovo che avanza.
Hanno iniziato alcuni anni fa con cautela, per saggiare le reazioni degli italiani, come con la discussa presenza del crocifisso nelle aule delle scuole. Dicevano: è un simbolo religioso, bisogna fare attenzione a non offendere le altre culture. Hanno proseguito sempre a livello scolastico con la mensa: non si può far mangiare a ragazzi di altre religioni cibi in contrapposizione con il loro credo, con il fantastico risultato che molte mense servono solo cibo halal, che invece devono mangiare tutti.
Hanno continuato con le festività natalizie: non si può augurare buon Natale, ma bisogna dire buona festa d’inverno; non si possono fare rappresentazioni teatrali sul Natale perché escluderebbero bambini di altre culture e religioni (guarda caso sempre l’Islam). Il bello di tutto ciò è che i bambini di altre culture non hanno mai chiesto di abolire o modificare le nostre tradizioni, perché a dei bimbi di sei o otto anni non viene in mente di chiedere cose del genere. Si mangiano assieme una fetta di panettone, si bevono un’aranciata e si divertono.
Il calcolo elettorale e la questione cittadinanza
Ma proprio la scuola si è rivelata uno dei nidi di serpenti di questa sinistra. Il calcolo fatto dai loro studiosi zeccanti e zelanti è presto fatto. Le fila attuali di votanti pro sinistra si stanno assottigliando. Non vincono elezioni se non nelle loro roccaforti storiche: a livello nazionale prendono legnate ovunque perché la gente comune (quella che lavora, paga e manda avanti il paese) ne ha le gonadi piene di queste fucine umane di idiozie che sempre parlano, ma poco lavorano. Nelle fabbriche, una volta serbatoio di voti della sinistra, pochi operai li votano ancora, e la popolazione una volta definita proletaria, ora ceto medio-basso, li ha inquadrati per bene, dopo che i quartieri popolari sono diventati dei Bronx per la massiccia presenza di immigrati, anche irregolari, che la sinistra ha lì recapitato senza sosta in questi anni.
E qui inizia il calcolo dei perversi sinistri. Mancano voti? Dove si prendono? Ma certo, dagli immigrati. Ed ecco i piagnistei dello ius soli e dello ius scholae. La cosa più tragicomica è che quando governavano non hanno mai approvato nessuna di queste leggi perché temevano un boomerang elettorale. Ora hanno perso ogni inibizione perché il terreno sta cedendo sotto i loro piedi. L’articolo 8 della Costituzione (che loro sventolano in ogni momento) garantisce la libertà di culto e l’autonomia a tutte le confessioni. L’Islam è la seconda religione più diffusa in Italia, ma la comunità musulmana non ha ancora stipulato un’intesa con lo Stato italiano, necessaria per i culti non cattolici, poiché manca di una rappresentanza istituzionale.
Diritti svenduti e l’ombra dell’islamo-gauchisme
Che dire poi dei diritti delle donne e delle comunità LGBT, che in ambito islamico vengono percepiti come di secondaria importanza la prima e haram (vietato) la seconda? Nulla, perché il voto è più importante, poi si tratterà su questi temi. Cari sinistri, come al solito non avete capito un cavolo. Con questi, se tratti, vai comunque al ribasso tu.
Ed infine sono venuti fuori: l’uovo di alien si è schiuso, l’alleanza del male si è mostrata in tutto il suo raccapriccio politico. Si è vista la presentazione di candidati bengalesi che nel nome di Allah misericordioso invitavano a votare PD. Gli è andata malissimo direi, ma attenzione, perché al golem creato da questi politici surreali di sinistra stanno infondendo un’anima. Ho assistito alla terrificante intervista di Bersani su La7 che asseriva che per ora gli elettori non hanno digerito questi rappresentanti, ma che in futuro li digeriranno.
Parole che sanno di velata minaccia ma non più di tanto, perché l’intenzione del centrosinistra di fare proprio il voto delle comunità di stranieri a larga maggioranza musulmana è ormai acclarata, non è più un sospetto. D’altronde già nel 2002 il filosofo francese Taguieff parlava di islamo-gauchisme, descrivendo le convergenze tra socialisti e musulmani. Le parole dei rappresentanti della sinistra confermano in modo chiaro, netto ed inequivocabile che l’alleanza tra loro e l’Islam non è più un’ipotesi: è una realtà.
Il silenzio complice e il rischio naufragio
La difesa ad oltranza di ogni illecito criminale da parte di giovani islamici che in nome di Allah invocano il martirio ed auspicano la morte degli infedeli (tutti noi), anche dopo i tragici fatti di Modena, è esemplificativa. Il giorno successivo all’investimento dei pedoni il sindaco di Modena ha ricondotto il tutto ad un disagio psichico e convocato la piazza per far sì che non vi sia odio e divisione ma fratellanza. Mi sarebbe piaciuto che questi scriteriati e dissennati ciechi nella mente fossero sfilati davanti al letto di una donna che ha perso per sempre l’uso delle gambe. Molti di questi hanno perso l’uso delle facoltà mentali, un gregge che segue pastori insulsi.
Concludo con un pensiero del tutto personale: credo che dietro a questa corsa cieca verso il baratro vi sia un solo pull factor: montagne di denaro provenienti dai paesi islamici che, grazie a politiche compiacenti nostrane ed europee, stanno cercando di plasmare e modellare le società occidentali all’assoggettazione culturale di un nuovo mondo. Ciò avverrà sicuramente nell’ambito temporale di mezzo secolo se non si provvederà a rinfocolare le nostre tradizioni e la nostra storia, che qualcuno sta cercando di soffocare in un oblio ideologico marcio e distorto. Ci sono troppe ombre sul Qatargate (sul cui caso vi è un silenzio tombale) che potrebbe aver rivelato solo la punta di un iceberg colossale e che, come con il Titanic, ci potrebbe portare ad un naufragio della nostra storia millenaria.
Maurice Garin
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