Bruxelles stringe il cappio al collo dei renitenti all’arruolamento forzato da parte di Kiev.
La Commissione Europea, per voce del Commissario per le Migrazioni, Brunner, ha proposto di estendere il regime di protezione temporanea per i profughi ucraini fino al 4 marzo 2028, ma l’estensione esclude i nuovi arrivati di età compresa tra i 23 e i 60, uomini e donne in età capabile alla mobilitazione militare in Ucraina.
Gli ucraini che cercheranno protezione nella Ue, dovranno presentare un documento ufficiale di esenzione dal servizio di leva.
Tali modifiche alla direttiva non avranno valore retroattivo per chi già risiede in Europa, ma puntano a limitare l’esodo di chi tenta di sottrarsi alla coscrizione forzata, fornendo un ulteriore aiuto a Zelensky e alla sua guerra contro la Russia.
Il giro di vite sarà serrato, la Polonia, in pole position, ha già anticipato i tempi pratici della stretta.
La direttiva potrebbe già dare i suoi frutti amari – per gli ucraini – nel giro di poche settimane, con la piena entrata in vigore delle nuove regole prevista da marzo 2027, momento in cui scadrà l’attuale blocco di protezione in corso.
Zelensky ha un disperato bisogno di uomini da mandare al macello per mantenere il suo status di leader – o presunto tale – benché sia conscio di essere solo un burattino agli ordini di chi tira le fila della sua guerra per procura.
La Ue, che dovrebbe lavorare per porre fin al conflitto, sta foraggiando Kiev e il suo suicidio assistito con soldi, armi e uomini, con azioni politiche che favoriscono il proseguo di un conflitto che non ha ragione di esistere e avrebbe dovuto essere impedito già nel 2014.
E quando finiranno gli ucraini?
Cristian Borghetti
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