In Francia, il Primo Ministro Lecornu, grazie alla sua co-gestione del Paese con i socialisti, ai quali non può rifiutare nulla, può sperare di rimanere a Matignon fino alle elezioni presidenziali della primavera del 2027, riuscendo così a mantenere la sua posizione, laddove i suoi predecessori, Barnier e Bayrou, che si diceva avessero più esperienza di lui, hanno fallito miseramente, dovendo dimettersi dopo solo pochi mesi.
E di conseguenza, Emmanuel Macron può ragionevolmente sperare di terminare il suo secondo mandato a maggio 2027, in conformità con il limite costituzionale di mandato, soprattutto perché le dichiarazioni aggressive, persino stravaganti, di Donald Trump stanno improvvisamente dando al presidente francese un po’ di respiro a livello internazionale, consentendogli di invitare alla moderazione, alla ragione, al rispetto reciproco, e di denunciare le provocazioni verbali, gli eccessi e persino gli insulti dell’inquilino della Casa Bianca.
Nel suo editoriale per Rivarol di questa settimana, il direttore Jerome Bourbon verga un commento piuttosto aspro verso il Tycoon. “Bisogna dire che al momento, Trump appare come una vera e propria caricatura di se stesso: narcisista, megalomane, rozzo, volgare, minaccioso, offensivo, beffardo, dice una cosa e il suo contrario, e di questo passo, le elezioni legislative di medio termine del prossimo novembre, mai facili per l’esecutivo, potrebbero trasformarsi in un incubo per il Partito Repubblicano”.
Se avesse voluto rilanciare la sinistra in generale e il movimento wok, in particolare oltreoceano, fino ad allora molto indebolito e screditato, non avrebbe potuto fare diversamente.
Trump non solo rivendica la Groenlandia: nel suo discorso a Davos, il presidente americano ha commesso varie gaffes, riferendosi all’Islanda invece che al territorio artico appartenente al Regno di Danimarca, creando una cattiva immagine, denotando, o mancanza di cultura del presidente degli Stati Uniti, che è, ricordiamolo, prima di tutto, un promotore immobiliare e un conduttore di reality televisivi, o di un inizio di senilità, visto che il suo predecessore Biden commetteva già spesso errori nell’uso di parole e nomi, usandone alcuni al posto di altri, o accusando i soldati dei paesi europei di essersi comportati da codardi durante la guerra in Afghanistan, rimanendo lontani dalla prima linea, che è oggettivamente una menzogna, un insulto, persino un oltraggio, che la dice lunga ancora una volta sul disprezzo dell’America per il Vecchio Continente.
Possiamo considerare la lunga presidenza di Macron disastrosa e, tuttavia rimanere profondamente scioccati dal comportamento arrogante e sprezzante di Trump, che non solo umilia e danneggia considerevolmente la carica presidenziale, ma dimostra, ancora una volta, il cinismo e l’arroganza di una certa parte dell’America nei confronti dell’Europa. Ed è triste constatare che i paesi del Vecchio Continente siano purtroppo diventati, per la maggior parte, vassalli degli Stati Uniti, quando si vede il valore, ciò che dicono e ciò che fanno dei leader di quel paese, quando si conosce la loro mentalità, il loro istinto predatorio, la loro totale mancanza di gratitudine, rispetto o persino di semplice decenza.
Mentre in Francia le politiche pubbliche rimangono sempre le stesse, e sono caratterizzate in particolare da un continuo aumento di imposte e contributi, al punto che le tasse danneggiano il dinamismo e la competitività del nostro paese, scoraggiano l’iniziativa, lo sforzo, l’assunzione di rischi, la repressione.
L’organizzazione dichiarata antirazzista, ma in realtà antifrancese, SOS Racisme, che conduce spregevoli test, spacciandosi per proprietari che desiderano affittare i loro immobili e fingendo di richiedere esclusivamente profili “europei” per evitare “problemi di quartiere”, ha quindi contattato 198 agenzie immobiliari appartenenti a grandi catene e alla rete della Federazione Nazionale dell’Immobiliare (FNAIM).
Tuttavia, secondo il rapporto pubblicato il 25 gennaio da questa associazione di whistleblower, di queste 198 agenzie, quasi la metà (96, ovvero il 48,48%) ha ammesso di aver discriminato selezionando autonomamente gli inquilini in base alla razza (48, ovvero il 24,24%), o di essere stata complice di discriminazioni (anch’esse 48, che hanno permesso al proprietario di effettuare questa selezione, o addirittura l’hanno incoraggiata!).
Al contrario, 102 agenzie (51,52%) si sono rifiutate di discriminare e si sono dichiarate contrarie a qualsiasi selezione basata sull’origine.
Questo studio “evidenzia una preoccupante persistenza di pratiche discriminatorie che sono tuttavia vietate dal diritto penale” – ha dichiarato l’associazione in un comunicato stampa. Di fronte a queste pratiche spregevoli basate su menzogne attive e denunce sistematiche, come pensate che abbiano reagito le autorità? Hanno denunciato i metodi subdoli di SOS Racisme? Hanno ricordato ai proprietari il loro diritto di affittare i loro immobili a chi vogliono? Ci potete scommettere!
Non appena il rapporto della cosiddetta associazione antirazzista è stato reso pubblico, Aurore Bergé, Ministra per le Pari Opportunità e la Lotta contro le Discriminazioni, ha annunciato, con grande clamore, l’attuazione di una formazione obbligatoria sulla discriminazione per tutti gli agenti immobiliari.
“C’è ancora molta strada da fare”, ha sospirato (la malvagia) Bergé. In altre parole, il lavaggio del cervello si intensificherà ulteriormente, e proprio come gli scolari vengono bombardati da un antirazzismo unilaterale, che promuove o addirittura impone l’etno-masochismo, ma anche atleti, poliziotti, gendarmi e magistrati, tutti chiamati a essere agenti zelanti nella lotta contro la discriminazione – fatta eccezione, ovviamente, per la discriminazione positiva, e la discriminazione contro nazionalisti, cattolici e revisionisti! – lo Stato cosmopolita ora innescherà la marcia più veloce per indottrinare gli agenti immobiliari e trasformarli in servitori dell’antirazzismo ideologico.
Ma la professione ha qualcosa da dire sui metodi detestabili di SOS Razzismo? Potrebbe ricordare a tutti la libertà delle transazioni? Commerciale? Niente affatto! L’inchiesta “non fa che confermare tendenze già osservate, che la FNAIM ha condannato”, ha reagito il Presidente della FNAIM, Loïc Cantin, all’AFP. “È una vera piaga (sic!)”, ha aggiunto. “Per avere una professione all’altezza dei propri obblighi, abbiamo bisogno sia di formazione che di sanzioni”.
Non solo i professionisti del settore immobiliare intervistati non denunciano i metodi, quantomeno ingiusti, di SOS Racisme, ma il presidente della Federazione Nazionale dell’Immobiliare getta benzina sul fuoco. Sì, dice, è una vera piaga, e devono esserci sanzioni contro i colpevoli! Questo è il loro mondo. Il mondo della denuncia dei cittadini. Il mondo della codardia organizzata per avanzare nella propria carriera o mantenere il proprio posto di lavoro. Un mondo irrespirabile in cui le libertà più elementari e fondamentali vengono calpestate ogni giorno di più, in cui non si ha più il diritto di scegliere il proprio inquilino. La libera scelta esiste solo per l’aborto e per tutte le mostruosità morali e sessuali del loro sistema!
Questa restrizione senza precedenti delle libertà sta assumendo proporzioni sempre più gigantesche e spaventose nel nostro Paese. La nostra amica Rochette spiega a pagina 2 che la deputata del Likud Caroline Yadan ha presentato un disegno di legge, esaminato questa settimana dall’Assemblea Nazionale, che equipara l’antisionismo all’antisemitismo e criminalizza qualsiasi critica allo Stato di Israele, così sacralizzato.
Seguendo la stessa logica, la casa editrice Hachette ha dovuto ritirare immediatamente un libro di testo scolastico accusato di riassumere il 7 ottobre e le sue conseguenze in un modo ritenuto troppo favorevole ai palestinesi. Macron ha persino pubblicato un tweet per denunciare immediatamente questo manuale! E una libreria filopalestinese è stata perquisita dalla polizia, venuta a sequestrare un libro ritenuto, anche lì, non sufficientemente in sintonia con l’entità sionista. E il fatto che questa libreria sia molto di sinistra e coinvolta nel movimento LGBTQ+ non è stato chiaramente sufficiente a proteggerla.
Non si può criticare Tel Aviv! All’altro estremo dello spettro politico, Alain Soral è il bersaglio del pubblico ministero che, il 16 gennaio, ha chiesto una condanna a tre anni di carcere, una multa di 30.000 euro e un mandato di arresto (il Tribunale penale di Parigi emetterà il suo verdetto il 26 febbraio) semplicemente per aver permesso che un programma dell’Asse della Resistenza in difesa dei palestinesi fosse pubblicato sul suo sito web, Uguaglianza e Riconciliazione.
Viene quindi accusato, in modo del tutto arbitrario e assurdo, di incitamento al terrorismo. In realtà, è il sostegno alla causa palestinese ad essere criminalizzato, ed è la critica all’entità sionista ad essere punita penalmente. Hanno iniziato criminalizzando il revisionismo storico, equiparandolo, già intellettualmente e moralmente scandaloso, all’antisemitismo, all’odio per gli ebrei. E ora stanno facendo la stessa cosa oggi con l’antisionismo. Stanno sprofondando sempre più nella follia. Spetta agli uomini liberi e retti resistere coraggiosamente a questo eccesso, a questa tirannia.
Vediamo bene che l’agenda contro presunte discriminazioni o “auto-razzismo contro i bianchi” e leggi liberticide contro chi osa criticare la politica estera di Israele vadano, sostanzialmente di pari passo con l’Italia ed il resto d’Europa. Ovviamente e paradossalmente, in nome della democrazia liberale, faro della civiltà laicista e giacobina, il reato d’opinione è la legge speciale del politicamente corretto che produce, quasi sempre, un effetto boomerang clamoroso, di cui i geni di questa galassia, alleata con la peggior sinistra estrema, frigneranno sempre.
di Matteo Castagna
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