E’ morta Emma Bonino: la regina dei radicali ha esalato l’ultimo respiro, e ora sui social il dibattito è accesso tra chi la santifica e chi la critica. Quello che mi ha colpito è stato vedere come diverse testate cattoliche (tipo Avvenire e molte altre) la ricordano in modo quasi positivo, oppure danno la notizia in modo telegrafico e imbarazzato.
Questo mi fa capire il livello di devianza, paura e tiepidezza che alberga in moltissimi vescovi e teologi, divenuti l’ancella del mondo e gli zerbini della politica. Una delle poche considerazioni interessanti è stata fatta da Massimo Viglione perchè ha capito l’importanza di questo personaggio e quanto ha inciso sul piano storico.
Possiamo notare come tutti i leader la ricordano e la elogiano, Mattarella, Meloni, Schlein hanno già parlato puhblicamente ma gli omaggi arrivano anche da varie istituzioni ed enti come atenei, associazioni, comitati ecc. E’ una figura che è riuscita ad inserirsi filosoficamente in tutti i contesti che animano il Belpaese toccando l’ambito politico, legislativo, sociale e culturale.
Emma la compianta
Emma Bonino quindi è una sorta di paradima intoccabile. La sua influenza è forte perché tutto quello per cui lei ha combattuto è ormai apodittico per le giovani generazioni: droga, aborto, immigrazione sans frontiers, eutanasia, precarietà del lavoro, privatizzazione coatta, riduzione dell’autonomia locale/statale.
Gli stessi metodi di Emma Bonino oggi sono taciti e leciti: quella lotta che sfida la legge è imitata dai fanatici green, dagli amanti delle ONG e dagli euroinomani più sfegatati, ma non c’è solo questo, ha cambiato l’Italia regalando a tutti i progressisti di qualsiasi area una prospettiva di tipo gnostica che si collega in modo esplicito al millenarismo, ecco perché la sua morte segna la fine di un’epoca.
L’idea di un bene universale, intangibile e perseguibile tramite il libero arbitrio è ormai l’idea radicale che hanno milioni di persone. Ma l’influenza della leader dei radicali c’è anche nella sigla del suo partito: +Europa è infatti il simbolo di un’Italia che attualmente vive sotto una prospettiva sovranazionale.
Ha promosso durante la sua vita una pseudo-cultura che oggi la donna progressista woke, gender neutral, ecologista e pro islam condivide ampiamente. I suoi leimotiv sono così diffusi che ormai tutti parlano di “diritti” e “uguaglianza” intesi sotto la prospettiva radicale.
I legami con Soros
Ovviamente queste persone non hanno capito che i loro principi sono connessi al mercato, perché le loro idee sono quelle della Bonino che non ha mai nascosto i suoi legami con Soros e con la nuova politica finanziata fin dagli albori, i cui effetti sono quelli di un presunto “bene” che è utile alle multinazionali, una conclusione logica dato che partiamo da presupposti corrotti e quindi non possiamo immaginare dei fini così nobili.
La Bonino è il vero volto della politica contemporanea di destra e sinistra perché è a favore della precarietà dei lavoratori, è contro qualsiasi tipo di assistenza statale, ed è contro i corpi intermedi.
Essenzialmente ha sempre postulato una dimensione che priva di qualsiasi significato le cose, ha anche spinto per l’astrazione di ogni identità e per l’appoggio incondizionato alle logiche totalitarie del governo Draghi ai tempi del Covid.
Paladina della morte, aggrappata alla vita
La notizia della sua scomparsa ha fatto già il giro del web, e per ironia della sorte la paladina della morte ha deciso di restare aggrappata alla vita fino all’ultimo, anche di fronte a un male terribile. Ma la fine terrena di questa donna coincide anche con la rovina di un’epoca che è rappresentata dalla torre di Babele: è un’edificio altissimo, forte e imponente ma il suo destino è segnato.
Anche se c’è un’egemonia culturale che ha ereditato queste idee presto tutto arriverà a crollare perché quello che è stato propagandato è un finto bene ed un vero male.
Migliaia di bambini oggi non hanno potuto difendersi e neanche parlare, ma hanno subito una morte atroce con ogni tipo di mezzo (1) e gli è stato negato il diritto più primario è fondamentale: quello della vita e di poter avere un posto nel mondo. Tutto questo per appoggiare uno pseudo-diritto (2).
Milioni di migranti, su cui speculano scafisti, ONG e aziende ormai sono i nuovi crumiri della società, vivono da disperati e favoriscono la concorrenza interna, oppure si cimentano nella microcriminilità moltiplicando stupri e scippi contro donne e anziani che non hanno alcun tipo di colpa.
Miliardi di persone soffrono a causa delle politiche neoliberiste, che favoriscono sempre di più la povertà e la distruzione del ceto basso e medio, ormai solo i businessman sono considerati implicitamente gli uomini “degni” di abitare nel mondo, per non parlare della stessa cultura che attualmente elogia la morte, la fine di ogni senso e la distruzione di qualsiasi legame.
La Giustizia divina
Ognuno è libero di credere ciò che vuole ma c’è un dato cogente in filosofia che si chiama Dio, che per noi cattolici si è incarnato anche in Cristo ed ha detto chiaramente dove vanno i malvagi impenitenti, ma anche se non si vuole essere cattolici è assolutamente necessario che Dio come Essere trascendente sia anche Giusto, e quindi la Bonino oggi si trova di fronte al Santissimo e al Suo Giudizio, che gli chiede conto di tutto il male causato direttamente e indirettamente con tutte le sue azioni.
(1) Non scordiamoci i suoi aborti procurati con la pompa delle biciclette
(2) Come aveva detto il cardinale Caffarra l’aborto restando sul piano della morte non può classificarsi come diritto in quanto non ha nessuna possibilità di reclamare una valenza positiva
Simone D’Aurelio
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