Dal caso Lefebvre al dialogo con anglicani, atei e altre religioni: perché la linea del Vaticano appare più dura verso i tradizionalisti che verso gli scismatici.
Curioso, no? Per difendere la nuova dimensione modernista della Chiesa cattolica, papa Leone non ha esitato nemmeno un momento nel risolversi a metter mano a un’arma squisitamente medievale. In fondo, cos’altro ha determinato la scomunica dei fedeli della San Pio X, se non un braccio di ferro sulle “investiture”?
Teologicamente, i seguaci di Marcel Lefebvre non hanno mai contestato una sola H delle Scritture, restando fedeli all’interpretazione canonica dei testi. Semmai, i tradizionalisti hanno storto il naso su alcune forzature recenti, formulate per sostenere scelte squisitamente politiche e sociali del Vaticano, ma il Gesù della confraternita messa al bando è lo stesso a cui fa, o dovrebbero far riferimento, anche Leone XIV o Matteo Zuppi.
Il dialogo con tutti, ma non con i tradizionalisti
Pertanto, diventa difficile comprendere tanta rigidità verso la Pio X da parte di chi non perde occasione per mescolarsi, finanche nella preghiera, con protestanti veri e propri, musulmani, ebrei, animisti e chi più ne ha più ne metta.
Addirittura, il predecessore di Leone non disdegnava, anzi privilegiava, il dialogo sul senso della fede con gli atei, come Eugenio Scalfari, e gli abortisti, come Emma Bonino.
Possibile che l’attuale “successor del maggior Piero” possa ricevere una donna coi paramenti da vescovo — a capo della più scismatica delle dottrine cristiane — e rivolgersi a Dio assieme a lei, in comunione d’intenti, ma non accettare i presuli ancorati al messaggio di San Pietro, così come lo si è declinato nei primi 1965 anni dell’era cristiana?
Il caso anglicano e la secolarizzazione della Chiesa
Quello con gli anglicani, da questo punto di vista, è il caso più clamoroso, trattandosi di una confessione in cui anche una delle massime autorità — l’arcivescovo di Canterbury — ha manifestato profondi dubbi persino sulla reale esistenza stessa di Dio. A chi si rivolgono, insieme, Leone e i seguaci di Enrico VIII quando si raccolgono in preghiera?
Insomma, una Chiesa che apre le porte a tutti gli esponenti di qualsiasi disordine morale, cacciando — rabbiosamente — solo chi crede veramente nel Vangelo, più che adatta o adattata allo spirito del tempo, appare essersi semplicemente arresa alla secolarizzazione, riducendosi a quella mastodontica, problematica e pericolosissima “onlus” tanto paventata da Benedetto XVI.
Massimiliano Mazzanti
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Rimane valido il mio motto mazzanti, ovviamente non mi addentro nel tuo commento che per me è di difficile comprensione per mancanza di approfondimento culturale in materia ma le religioni devono rimanere fuori dalle istituzioni, niente intromissioni nella politica e iniziare a pagare le tasse, fine dei milioni di concessioni che ogni anno equivalgono ad una finanziaria. Ciao buona giornata calda e afosa aaaaaaahhh