Credo nell’infallibilità del Papa (quando parla ex Chatedra), che Santa Romana Chiesa Cattolica e Apostolica sia “Mater et Magistra” e credo che “extra Ecclesiam nulla salus”.
La mia non è solo una premessa è anche il cemento della sapienza costruttiva romana (fatto di pozzolana rinforzante e calce autoriparante) che rende incrollabile la mia fede in Gesù Cristo, parola di Dio inverata nella carne.
In questi giorni, però, il cemento della mia fede ha subito, e assorbito, una forte scossa di terremoto che mi ha fatto temere il peggio.
Alcune considerazioni
Uno scrollone che ha messo a dura prova la pozzolana e la calce con una serie di considerazioni riguardanti la scomunica che il Papa Leone XIV ha emesso nei confronti della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX):
Mio Dio! Santo Padre, era opportuno un simile provvedimento? Ma, soprattutto, è giusto comminare un anatema a una comunità alla quale guardavo e continuo a guardare (ora con maggior simpatia), per il pervicace coraggio con il quale continua a servire la messa secondo la sacra liturgia pre-Concilio Vaticano II? Quella liturgia la quale altro non è che il sacro rito con il quale reverendi e fedeli si sono rivolti a Dio per secoli, un rito capace di sottolineare che la Chiesa è di questo mondo ma che non gli appartiene?
Santo Padre, cosa ne è dei suoi predecessori dal Concilio di Trento al 1963? Erano tutti fallaci?
E il compianto Papa Benedetto XVI che ha guardato con accondiscendente comprensione la Fraternità San Pio X è da considerarsi fallace anche lui?
E, se la scomunica colpisce una comunità la cui colpa è quella di rivolgersi a Dio con il sano vecchio sacro linguaggio che reitera “pro nobis” che la Chiesa non è di questo mondo, cosa riservare come anatema a quei sacerdoti e vescovi che di questo mondo benedicono le più scellerate manifestazioni come lo pseudo-sposalizio di due omosessuali, o che riducono la Santa Messa e paramenti a una scimmiottatura di una sagra di paese?
Santo Padre, non abbandoni il suo gregge alla superficiale voluttà culturale del modernismo… Quella è l’eresia da contrastare, mica la fede pervicace di Don Camillo.
Se mala cupidigia altro vi grida, / uomini siate, e non pecore matte, / sì che ‘l Giudeo di voi tra voi non rida!”. (Dante, Par. Canto V)
Mai verso è stato tanto profetico
Corrado Corradi
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