Il caso di Ascoli e la revoca della concessione
A seguito della decisione dei frati di Ascoli di revocare la concessione degli spazi della parrocchia all’evento, ormai grottesco, della pastasciutta antifascista, scende in campo il vescovo della città, Gianpiero Palmieri, cercando di appianare le polemiche sostenendo che un cristiano non può non dirsi antifascista. Una polemica tanto inutile quanto stupida, resa però più dolorosa dalla Chiesa sempre più mondana. Partiamo dalla concessione. I frati hanno deciso di concedere i locali della parrocchia Cuore Immacolata di Maria, per poi fare marcia indietro sostenendo, a ragione, che l’evento è divisivo. E la cosa ha scatenato ovvie reazioni isteriche.
La contraddizione ideologica e la richiesta degli spazi
Ad essere pignoli, gli antifascisti più radicali, avendo una tradizione social-comunista pur avendo rinnegato quasi tutto quel pensiero, hanno sempre considerato la Chiesa complice dei fascisti e responsabile dell’arretramento culturale italiano. Però poi quando si tratta di chiedere un posto dove organizzare un evento, ecco che si va a elemosinare. Lo Stato, quindi, non è più laico? Queste buffonate, perché buffonate sono, sono enormemente divisive come giustamente dicono i frati, e non per colpa dei fascisti ma a causa degli antifascisti stesse.
La posizione della Chiesa e la critica alle parole del vescovo
Ma se dagli antifascisti ormai ci aspettiamo qualsiasi piagnisteo patetico, quello che fa più male sono le parole del vescovo. Associare l’antifascismo al cattolicesimo e al vangelo è eresia. Uno, perché ridurre la religione e la fede a pura ideologia, umana e peraltro laicista e in parte anticlericale, è un ossimoro totale. Due, perché storicamente furono molti i sacerdoti uccisi per la loro fede dai partigiani, ma anche dagli antifascisti nel mondo, come nella guerra civile spagnola.
Il fatto che furono presenti altrettanti sacerdoti nelle fila della resistenza, combattendo col Regio Esercito o coi fazzoletti bianchi, non è sufficiente per ridurre la fede cristiana a pensiero mondano. La religione va oltre le umane ideologie, può avere aspetti puramente applicativi in comune con alcune di esse, ma la fede viene sempre sopra tutto. Invitiamo quindi il vescovo di Ascoli a fare marcia indietro, in quanto Dio abbraccia tutti, siano fascisti o meno. Ma se vogliamo parlare di questioni terrene, si ricordi chi ha chiuso la questione romana, chi ha stipulato i Patti e chi invece voleva bruciare le chiese in nome di una laicità falsamente interpretata, pilastro fondamentale dell’antifascismo di ieri e di oggi.
Lorenzo Gentile
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