Se dovessimo interrogarci su quale sia la migliore scuola di pensiero da adottare nell’arco di un’esistenza, avremmo sicuramente una certa difficoltà a collocare la filosofia machiavellica.
Niccolò Machiavelli, figura di spicco del Rinascimento fiorentino sia sul piano politico sia su quello filosofico, ci insegna infatti che l’arte della calma segue vie estremamente tortuose e talvolta complesse da percorrere.
È proprio in questa apparente complessità che si rivela la vera forza di quello che oggi, nell’epoca moderna, definiremmo un “uomo nuovo”.
Machiavelli, attivo protagonista nella Firenze del suo tempo — un ambiente profondamente permeato dall’eredità di Dante Alighieri e dalle arti figurative —, ci dimostra come, nell’ambito del pensiero e dell’azione, si possano raggiungere le vette più alte.
Il Principe
Nel suo celebre trattato politico, Il Principe, egli illustra con chiarezza quanto l’autocontrollo sia essenziale per guidare gli eventi e vincere le battaglie. Mostra come alzare la voce sia spesso inutile e come, al contrario, le risposte fondate sull’intelletto e sulla cultura sappiano contrastare con efficacia le reazioni d’impulso dettate dalla pancia.
Secondo la visione machiavellica, la vita è un tessuto dinamico costantemente esposto al rischio di conflitti, divergenze e manipolazioni. Se siamo in grado di governare queste dinamiche, conserviamo il ruolo attivo di giocatori sulla scacchiera; in caso contrario, veniamo ridotti a semplici pedine, pronte a reagire d’impulso senza alcun controllo, efficacia o strategia nei confronti dell’avversario, trasformandoci in automi incapaci di domare l’istinto.
Mantenere la calma non significa affatto assumere una posizione passiva. Al contrario, rappresenta una virtù fondamentale che ci consente, mentre ci confrontiamo con l’interlocutore, di decifrarne le intenzioni, analizzarlo e studiarlo in profondità.
Evitare le urla non è mai un segno di debolezza. Una reazione lucida e glaciale spiazza l’avversario molto più di una risposta brutale, ponendolo di fronte alla propria mancanza di autocontrollo e all’ineleganza del suo dissenso.
La contrarietà può essere manifestata in forme molteplici e ricche di sfaccettature. Ciò che rende davvero efficace la nostra posizione è la capacità di reagire in modo clinico e ponderato dinanzi a ciò che cerca di provocarci o irritarci.
Come recita l’antico proverbio, “la calma è la virtù dei forti”. Rileggendo l’insegnamento di Niccolò Machiavelli alla luce di questo principio, emerge chiaramente come le sfide più complesse restino quelle interiori. In un mondo sopraffatto dal clamore e dalla brutalità verbale, guardarsi dentro è l’unico modo per conservare la lucidità propria dei veri strateghi.
di Manuel Zavaglia
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