Così si dice in gergo militare quando si assiste a un episodio addestrativo finalizzato a far bella figura davanti all’autorità venuta a ispezionare.
Un bel vasetto secondo i canoni holliwoodiani, quello avvenuto a Caracas lo scorso 3 gennaio, tutto liscio come l’olio: due botti contro non meglio precisate strutture militari; un Chinook che fa atterrare una squadra del Delta; il Delta che intercetta subito Maduro (evidentemente più pirla di Gheddafi e Saddam), lo arresta, lo conduce lungo i corridoi dell’ampia residenza dove non incontrano neanche una guardia del corpo a cui scappa la pipì, lo imbarcano su un elicottero esposto ai quattro venti e lo esfiltrano verso la portaerei e poi via verso Nuova York.
Non sto ad elencare tutto quello che tatticamente non torna in quell’azione, così linda da sembrare il camice di un dottore perché non voglio tediare. Ma è evidente anche a chi militare non è che tutto è filato liscio come l’olio perché il tutto è stato concordato sia con l’amministrazione venezuelana (che non ha voluto ascoltare, vedere e reagire e che poi ha malamente finto di cadere dal pero recitando l’ammuina del “esigiamo che il Presidente Maduro ci sia restituito”), sia con la Cina che in Venezuela vede e prevede tutto, e sia con Putin il quale in Venezuela qualche uomo ben piazzato ce l’ha (e ha anche il know how per capire quando si profila una insurrezione stile Piazza Maidan).
Una Maidan in salsa sudamericana
Quindi, mi si dirà: ma secondo te Trump, Xi jinping e Putin erano d’accordo e l’amministrazione venezuelana è stata al gioco? Beh, l’amministrazione venezuelana non poteva fare altro stante una situazione che si avvicinava a grandi passi a rinverdire i fasti di Piazza Maidan in salsa sudamericana e la Nobel Maciado (eroina del novello internazionalismo di sinistra, la cui bandiera da rossa è diventata di uno slavato arcobaleno) stava preparando il corredo per l’investitura presidenziale.
Quel che si stava preparando in Venezuela era una bella guerra civile che prevedeva un bel bagno di sangue in cui Maduro avrebbe fatto la fine di Ghadafi e una persona gradita a Soros & Co (tanto per fare un nome che renda l’idea), la Maciado, lo avrebbe sostituito. Toh, lo stesso copione di Kiev!
Controcorrente rispetto alla vulgata di destra che in questo periodo di globale quanto sorda guerra civile a macchie di leopardo, insiste su valori che i nostri nemici (i Soros & Co e i loro scherani) non rispettano, io dico: bravo Trump. Quanto all’Ue, inutile dirlo, solo una banda di scappati di casa che non contano nulla.
Corrado Corradi
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O Corrado, di cosa ti meravigli; tu che citi sempre il sommo: “vuolsi così cola’ ciò che si vuole ciò che si puole, e più non domandare”. Punto e basta. Chiunque potesse porrebbe. Non è stato sempre così o mi sbaglio?