Seppur tendesse al bene, non può raggiungerlo ciò che prescinde da Cristo.
Il mondo pagano che serve il bene, che sconfigge Baal, che annienta Cartagine – adoratrice e serva del male – onora il Sol Invictus, cioè il Cristo eterno che misteriosamente si rivela prima della Rivelazione.
Con i sacrifici umani, i massacri rituali e le orge dionisiache le forze oscure, Sue eterne nemiche, allora come oggi, combattono la luce.
Nelle società pagane dove il Sol Invictus non è accettato, abbracciato e compreso regna, di fatto, la bestialità.
Il bene è cristiano, anche prima di Cristo!
La fonte di ogni bene è sempre Cristo – che sia un islamico, un buddhista, un animista a compierlo – e se il compiere un’opera di bene è atto cristiano, chi, non cristiano, faccia il bene, è lodevole, ma limitato dalla sua stessa umanità.
Solo il bene in nome di Cristo travalica il donante e le sue intenzioni mentre il bene senza Cristo è un bene interessato; qualora non lo fosse, è un bene monco.
Cristo è universalità e paradosso: il nemico, il peccatore, il lontano ed il reietto così come il giusto, il santo, il buono, sono coloro cui si indirizza la Sua misericordia.
Chi ama in Cristo lo fa a prescindere da ogni condizione. Chi dona in Cristo anche!
Madre Teresa a chi, vedendola toccare le piaghe dei moribondi di Calcutta, esclamava “Non lo farei per tutto l’oro del mondo”, replicava: ”Neanch’io!”.
Il dono della santa era il dono cristiano per eccellenza, cioè la manifestazione di un amore più grande, precedente, incondizionato la cui fonte è trascendente, infinita, intangibile, incommensurabile.
La generosità del cristiano ha, quale fine ultimo, la conversione del beneficiato e dunque la sua salvezza; il dono, pur se materiale, è pegno dell’amore di Cristo dal quale, come recita l’anafora maronita di san Pietro Apostolo, tutti i cristiani tutto hanno ricevuto: “Ti rendiamo grazie, Signore, noi tuoi servi peccatori ai quali hai concesso la tua grazia, grazia che non può essere ripagata”.
Neppure il bene, il vero bene, che un vero cristiano fa può essere ripagato perché proviene da Chi ha dato ciò che mai potrà essere nemmeno lontanamente restituito.
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.
Il dono del non cristiano è, invece, restituibile perché, di per sé, limitato, confinato nelle mille angustie della umana limitatezza.
Irma Trombetta
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