L’avanzata dell’immigrazione e la debolezza della politica
L’immigrazione dilaga in maniera sempre più dirompente.
Ci troviamo di fronte a un contesto storico inerme, contornato da uomini deboli, da un popolo che pende dalle labbra della casta politica di turno e da quella stessa casta che, nella stragrande maggioranza dei casi, non è mai devota al volere dei suoi elettori.
Gli stessi elettori che, fidandosi di famose promesse elettorali invecchiate male, oggi si ritrovano a rimpiangere le decisioni prese in cabina di voto. E purtroppo non è un caso che riguarda solo il Governo Meloni.
Il declino silenzioso della nostra civiltà
Ma come si è arrivati fin qui?
È ben difficile individuare un preciso passaggio tra le fasi storiche che ha attraversato l’Europa — e l’Italia nello specifico —, quasi come se tutto avesse preso questa piega in maniera del tutto naturale, facendo sfumare ciò che di buono rappresentava la nostra civiltà millenaria, insidiata dalle azioni del nuovo invasore.
Le responsabilità delle élite europee
I colpevoli però esistono. Se dovessimo fare dei nomi, porteremmo chiaramente sul banco degli imputati la casta dei palazzi di Bruxelles che, oltre a non aver mai garantito ai Paesi europei autonomia nella gestione dei flussi migratori, non ha mostrato alcun margine d’intervento nemmeno ora che siamo di fronte a un’evidente emergenza sociale.
Questa emergenza ha causato a sua volta non pochi disservizi: oltre a finire costantemente al centro della cronaca, ha comportato problemi non indifferenti nei settori dell’economia, del lavoro e soprattutto della sicurezza.
La risposta del popolo italiano
Per quanto ci riguarda, procediamo con diffidenza lungo la nostra strada. All’Europa di Bruxelles ci pensi Meloni o chi verrà dopo: in Italia ci ha pensato il popolo che, con 150.000 firme raccolte nella proposta di legge d’iniziativa popolare dal Comitato Remigrazione & Riconquista e consegnate in Parlamento, ha dato una forte scossa agli inciuci di palazzo.
Il popolo italiano chiede giustizia e garanzie, chiede l’intervento di chi di dovere per porre un blocco immediato a questa emergenza, e ha espresso questa richiesta con i fatti.
Sovranità e futuro del paese
Attualmente la proposta di legge, con le rispettive firme, si trova in Parlamento: se c’è davvero l’interesse e la volontà di combattere l’emergenza, auspichiamo che venga discussa il prima possibile.
Il popolo ha dato la sua scossa. Ora tocca a chi detiene il potere ricordare che la sovranità appartiene al popolo e trovare, quindi, un antidoto a questo veleno.
Manuel Zavaglia
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