C’è un silenzio assordante che avvolge le stanze del potere romano, interrotto solo dal fruscio delle carte di chi è troppo impegnato a compiacere Bruxelles o Washington per accorgersi che la terra, sotto i piedi, sta diventando fango. Ma a rompere la tregua di questo “purgatorio della routine” ci ha pensato Marcello Veneziani. Il suo editoriale di fine anno su La Verità non è solo un articolo: è un certificato di morte clinica per ogni residua speranza di “svolta” identitaria.
Veneziani scrive con la precisione del chirurgo e l’amarezza di chi non si è mai illuso: “Non è cambiato nulla”. Dalla gestione economica alla sudditanza estera, fino alla cultura (dove ancora regnano i Benigni e i Sanremo), la “Destra” di governo si è rivelata una pallida fotocopia della Democrazia Cristiana, priva però di quella visione strategica che almeno i vecchi scudocrociati possedevano.
La rivolta dei Mentori
A scuotere ulteriormente le acque è arrivato il commento al vetriolo di Francesco Mancinelli. Il cantautore della destra radicale ha messo il dito nella piaga con una lucidità brutale che non possiamo non condividere. Il problema non è solo l’inefficacia politica, ma un’antropologia minimalista.
Mancinelli parla chiaro ai “professionisti dell’auto-conservazione”: siete diventati conformisti, noiosi, pedanti. Avete tradito chi vi ha “svezzato”. Quando intellettuali del calibro di Veneziani, Cardini e Tarchi — ovvero le bussole culturali che per decenni hanno dato dignità a un’area emarginata — prendono le distanze, significa che il distacco tra la “base” pensante e il “palazzo” gestore è ormai incolmabile.
C’è solo fuffa
La critica di Mancinelli colpisce nel segno: questa classe dirigente parla solo al “ventre molle ed impaurito“ dell’elettorato moderato. Per farlo, ha scelto la via del servilismo verso le oligarchie plutocratiche e le riverenze all’Unione Europea. Il risultato? Un governo che Veneziani definisce “mimetico”, impegnato a non disturbare i manovratori e a gestire una mediocrità plumbea mentre il Paese reale sprofonda nell’astensionismo e nel disincanto.
Non c’è coraggio, non c’è visione, non c’è rottura. C’è solo “fuffa”, condita da qualche ipocrisia simbolica per tenere buoni i nostalgici durante i comizi.
La politica tramonta?
Invitiamo tutti i lettori di 2diPicche a leggere l’analisi di Veneziani. È un bagno di realtà necessario per chiunque si rifiuti di credere alle fiabe raccontate dai megafoni di regime. Se perfino i “mentori” provano nausea davanti a questo comportamento “liberale, questurino e parrocchiale”, forse è il caso di ammettere che la battaglia per un’Italia diversa non passa più per queste poltrone.
La politica tramonta, l’amor patrio svapora nella routine burocratica. Resta solo la consapevolezza che, come scrive Veneziani, “nulla di significativo è cambiato”. Ed è questa la condanna più pesante per chi aveva promesso la tempesta e ha portato solo una stanca pioggerellina di fine anno.
“Siete conformisti, noiosi, pedanti, ottocenteschi, banali… riflettete su ciò che pensano di voi Veneziani e Cardini.” (F. Mancinelli)
di Redazione 2diPicche
L’articolo di Marcello Veneziani lo puoi trovare QUI







































































