La notizia del momento è lo scontro Italia-Russia seguito alle parole di Mattarella del 5 febbraio scorso, alla Cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore honoris causa dall’Università di Aix-Marseille. Il Presidente, nell’ambito del suo intervento, ha proposto una ricostruzione dei fatti storici precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, tra cui la crisi del 1929, per affermare:”… Ma, anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura…”.
Parole che hanno scatenato la reazione della Russia, dando origine ad una gara un po’ surreale a chi è più antinazista, con la portavoce del ministro degli Esteri russo, Marija Zacharova, a ricordare i milioni di morti sovietici nell’ultimo conflitto mondiale e l’alleanza italo-tedesca, definendo blasfemo l’accostamento fatto da Mattarella.
Tre anni di guerra
Viene da chiedersi, in un momento in cui Trump sta praticamente tentando di imporre la pace tra Russia e Ucraina, dopo tre anni di politica bellicista e fallimentare di Biden e della UE, costata fiumi di danaro e innumerevoli morti, che necessità ci fosse di alimentare nuove polemiche tra Italia e Russia. E perché, dato che di guerre di conquista è zeppa la Storia, richiamare proprio quel Terzo Reich, ricorrere all’abusata reductio ad Hitlerum, forzare similitudini inesistenti?
La Russia di Putin potrà non piacere, potrà non essere un modello di democrazia, potrà essere diventata il grande nemico di questo Occidente ma, davvero, non ha nulla a che spartire con la Germania nazionalsocialista. Mosca parla con insistenza di de-nazificazione dell’Ucraina, nel 2022 organizza il Congresso Internazionale Antifascista – con esiti scarsucci, per la verità – mantiene nei propri monumenti i simboli del comunismo, fa frequentemente apologia del proprio passato sovietico. Insomma, se un dittatore baffuto deve per forza essere accostato a Putin, il più adatto non sembra essere Adolf.
Sanzioni fallite
Negli ultimi tre anni l’UE non ha mai tentato la strada del confronto diplomatico, della trattativa di pace. Ha saputo solo parlare il linguaggio della guerra, della corsa agli armamenti, delle sanzioni. E ha fallito, miseramente. Sulla pelle degli Ucraini e sul portafoglio degli Europei.
Secondo il report dello scorso 14 febbraio prodotto dall’osservatorio Ukraine support tracker, che fa riferimento all’università tedesca di Kiel, i Paesi della UE hanno contribuito con 132 miliardi di euro, tra spese belliche e aiuti di altro genere all’Ucraina.
Le vite umane perse
Per quanto riguarda i morti, è difficile avere numeri precisi, date le cifre viziate dalla propaganda. Il Wall Street Journal lo scorso settembre aveva ipotizzato oltre un milione di vittime tra morti e feriti su entrambi i fronti. Tutto questo per far elemosinare oggi alla UE uno strapuntino al tavolo della pace. Tavolo che si terrà lontano, in Arabia Saudita, paese che con il conflitto russo-ucraino non ha nulla a che fare.
Una sorta di nemesi storica rispetto alla farsesca conferenza di pace tenutasi lo scorso giugno a Buergenstock, in Svizzera, da cui fu tenuta fuori proprio la Russia. Ora invece sarà la UE, con la sua arroganza e la sua irrilevanza, ad essere esclusa. Cara UE, hai sbraitato, hai imposto sanzioni che ti si sono ritorte contro, hai sperperato fiumi di denari dei tuoi cittadini, hai alimentato una guerra sanguinosa, sei arrivata persino a discriminare artisti e personalità della cultura russi e tutto questo per niente.
Ucraina nella UE?
Al massimo l’Ucraina entrerà a far parte di questa moribonda Unione, capirai che guadagno. E l’Italia? Nonostante il dichiarato e ripetuto sostegno all’Ucraina, in questi tre anni da Mosca raramente sono arrivate parole dure nei nostri confronti. Un po’ come si avessero detto: ”Capiamo che non potete fare altrimenti e ci dispiace…” . Di fatto le sanzioni si sono tradotte in un danno importante per la nostra economia però, una volta superato il conflitto, si poteva sperare in una ripresa positiva delle relazioni. Ma le tensioni degli ultimi giorni sembrano essere la classica goccia che fa traboccare il vaso.
Maria Zakharova sulla tv di Stato russa, a proposito del Presidente Mattarella ha dichiarato: “Durante una conferenza in una delle istituzioni educative, ha affermato di credere che la Russia possa essere equiparata al Terzo Reich. Ciò non può e non sarà mai lasciato senza conseguenze“. Sappiamo che il mondo politico italiano si è levato come un sol uomo a difesa di Mattarella, con parole anche dure, che gettano altra benzina sul fuoco.
Noi, da semplici cittadini, chiediamo: signor Presidente, ce n’era davvero bisogno?
Raffaele Amato
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