Ronald Steven Lauder, 82 anni, è un magnate americano, erede del colosso dei cosmetici Estée Lauder Companies. Ha alle spalle anche una carriera politica e diplomatica, essendo stato vice assistente del segretario alla difesa per la politica europea e la NATO presso il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti. Nel 1986 fu nominato da Ronald Reagan Ambasciatore degli Stati Uniti in Austria, carica che mantenne fino al 1987. Dal 2007 è il presidente del Congresso Mondiale Ebraico (di seguito, per brevità WJC, World Jewish Congress).
Questa organizzazione non governativa, fondata nel 1936 con lo scopo di essere il “braccio diplomatico del popolo ebraico”, ha la sua sede centrale a New York, oltre a uffici in vari paesi del mondo. Non è una ONG qualunque, dato che usufruisce dello status consultivo al Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite dal 1947 (un anno prima della fondazione dello Stato di Israele, evento in cui il WJC giocò un ruolo fondamentale).
La nuova politica di comunicazione
Si tratta di un’istituzione molto influente, con ogni evidenza. Il suo presidente, Ronald Lauder appunto, lo scorso 1° giugno è intervenuto ad una conferenza del giornale israeliano Jerusalem Post, a New York (qui). Il suo discorso è stato una sorta di manifesto di quella che dovrebbe essere la nuova politica di comunicazione ebraica.
Ripetendo in modo compulsivo che Israele è vittima di una continua “cascata di bugie”, il magnate ha invocato l’istituzione di un “nuovo Iron dome” (il sofisticatissimo sistema di difesa aerea israeliano), in grado di contrastare gli attacchi, non già missilistici, ma delle fake news. Questa nuova struttura, dotata di un budget miliardario finanziato sia dagli ebrei israeliani che da quelli dalla diaspora, dovrebbe avvalersi anche del supporto dello Shin Bet e del Mossad, vale a dire i servizi di sicurezza interna ed internazionale israeliani.
Giustamente Lauder ha sottolineato come i servizi segreti di Tel Aviv non siano secondi a nessuno nel mondo (il che rende alquanto risibile che il 7 ottobre si siano lasciati infinocchiare da Hamas in modo così clamoroso, ma questa è un’altra storia) e quindi sarebbero necessari per individuare le fonti delle suddette “bugie”, senza risparmiare alcuno, neppure le tanto invise Nazioni Unite, che pochi giorni prima avevano anche incluso Israele nella lista nera delle nazioni che praticano gli stupri di guerra. Secondo Lauder, ad ogni attacco dell’ONU, Israele dovrà replicare due o anche tre volte più duramente. Non sfugga il valore simbolico della minaccia alle Nazioni Unite. Il messaggio è che Israele non dovrà temere nessuno, né i singoli Stati e neppure l’organizzazione che li raccoglie tutti.
Iron Dome
Viene da chiedersi in che modo il nuovo Iron Dome, supportato dai servizi segreti israeliani, opererà. Sul semplice piano della comunicazione o su altri livelli? Perché il Mossad ha una lunga storia di azioni effettuate al di fuori di Israele, violando sempre del tutto impunemente la sovranità di diversi Stati. Per l’Italia il caso più clamoroso è stato il rapimento del tecnico nucleare Mordechai Vanunu nel 1986 (ne abbiamo scritto qui). Ma omicidi mirati sono stati eseguiti in Francia, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Iran. È delle scorse ore la notizia dell’emittente NBC, secondo cui esisterebbe un rapporto della Defense Intelligence Agency (DIA) del Pentagono contenente una nuova valutazione delle minacce di controspionaggio, per cui si innalzerebbe il livello di allerta per Israele a “critico”.
Dunque se anche l’alleato più stretto di Tel Aviv è oggetto delle attenzioni del Mossad, ben si comprende quale sia il livello di pericolosità in cui possono trovarsi le altre nazioni. Dobbiamo aspettarci interventi ai danni di attivisti e giornalisti antisionisti? Saranno i servizi segreti israeliani a stabilire e magari ad applicare le sanzioni per chi, in Italia, violerà la futura legge contro l’antisemitismo? Per il momento l’Occidente, a parte sparute eccezioni, balbetta di fronte all’arroganza israeliana, sperando che prima o poi rientri. Invece diventa ogni giorno più pericolosa.
Raffaele Amato







































































