Siccome il fascismo evidentemente non bastava, da oggi, stante le dichiarazioni dell’esperto di turno, gli insegnanti sanno di essere diventati qualcosa di ancora peggiore: potenziali forgiatori di aggressori e di violenti. Se un alunno perde le staffe, insomma, non è colpa di una totale assenza di limiti o di un cortocircuito educativo familiare. No, la colpa è della disposizione dei banchi. È la struttura stessa della spiegazione a spingere il corpo docente dritto sul banco degli imputati, trasformando un’antica pratica di condivisione del sapere in un reato di istigazione alla violenza.
Cronache da un bollettino di guerra scolastico
Il punto di partenza di questa bizzarra inversione della realtà sta nei tragici fatti di cronaca che hanno infiammato i media nell’ultimo mese. A Parma, un gruppo di studenti ha aggredito due docenti in un parco nei pressi della scuola, filmando la scena per i social, mentre uno dei professori ha persino rinfacciato la necessità di denunciare, derubricando il tutto a “intervento educativo”. A Nereto un professore è finito all’ospedale con otto giorni di prognosi dopo essere stato spintonato e insultato nei corridoi. Il picco dell’assurdo si è raggiunto a San Vito Lo Capo, dove un undicenne si è presentato in classe munito di casco integrale e due coltelli, tentando di aggredire il docente di tecnologia in diretta streaming su Telegram. Tre regioni diverse, tre storie speculari di pura violenza gratuita.
Il salotto TV e la fiera del giustificazionismo
Davanti a questo scenario, il salotto televisivo di Porta a Porta ha pensato bene di invitare il pedagogista Daniele Novara per fare chiarezza. La sua diagnosi ha ribaltato ogni logica comune: non si tratta di un problema giudiziario, né psichiatrico, né di ordine pubblico. Secondo l’esperto, i ragazzi soffrono semplicemente di una “carenza conflittuale” e di una “carenza paterna”, faticando a gestire i no. Fin qui si potrebbe anche parzialmente concordare, se non fosse che il pedagogista ha individuato il vero fulcro del male nell’organizzazione scolastica e, nello specifico, nella lezione frontale. Gli insegnanti, a suo dire arroccati nelle loro discipline, commettono il grave errore di spiegare la materia guardando i ragazzi in faccia, e la colpa delle tensioni ricade sulla loro rigidità e sull’assenza della famiglia.
La bizzarra colpa di trasmettere il sapere
Per comprendere l’assurdità del dibattito, basti pensare a come funziona l’apprendimento di una qualsiasi abilità pratica, come suonare uno strumento. Ci si siede di fronte a una persona competente che mostra i passaggi fondamentali, corregge gli errori di impostazione, assegna degli esercizi e verifica i progressi nel tempo. Questo meccanismo di trasmissione diretta, che ha permesso alle civiltà di evolversi per millenni, viene oggi contestato dalle correnti pedagogiche più alla moda come un modello autoritario e superato. Gli insegnanti saranno costretti a rinunciare al proprio ruolo culturale per trasformarsi in semplici moderatori di attività ricreative. L’obiettivo sembra essere quello di eliminare ogni sforzo cognitivo, mantenendo gli studenti in una bolla di gratificazione istantanea, ideale per i mercati del consumo ma disastrosa per la crescita intellettuale.
Se la geometria diventa un atto di violenza
Il risultato di questo bombardamento culturale è sotto gli occhi di tutti. Molti ragazzi arrivano in classe privi di concentrazione, refrattari all’impegno e convinti che il corpo docente sia composto da poveri falliti da filmare col cellulare. In questo contesto, chiunque pretenda ancora di insegnare qualcosa, fornendo strumenti critici e pretendendo un briciolo di disciplina, viene automaticamente bollato come retrogrado. E se l’ora di tecnologia o di matematica diventa troppo pesante, la colpa dell’inevitabile aggressione non ricade sulla totale mancanza di educazione dell’alunno, ma sulla rigidità di quel professore che ha osato spiegare la lezione mettendosi davanti alla classe. Gli insegnanti dovranno rassegnarsi al paradosso perfetto: la cattedra stimola l’istinto violento e il gesso giustifica il coltello.
Redazione
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:










































































