Non si è più buoni quando si accetta di apparire fessi per far figura di essere inclusivi, si è solo intellettualmente disonesti, il che nulla ha a che vedere con la bontà d’animo ma molto più con l’ipocrisia.
L’inclusivismo, il facile pietismo, l’accoglienza imposta come se fosse obbligo di legge, l’egualitarismo alla Capalbio, sono tutte manifestazioni dello spirito umano che possono solo nuocere a se stessi, al prossimo e a colui che viene strumentalmente usato per far sfoggio di quella umana bontà che sottende solo un atteggiamento improntato a vuota presunzione, sostenuta da disonestà intellettuale.
Mi riferisco a coloro che ostentano piagnistei di fronte a questo nuovo modello di immigrazione che vede arrivare sulle nostre coste minorenni, financo bambini.
Non bisogna essere campioni di bontà per impietosirsi di fronte a quelle creature, ma, anche per tutelare quelle che sono destinate a seguirle per i prossimi sbarchi, sarebbe bene comprendere che dietro a questa emigrazione – la quale non può che suscitare pietà – vi è una genia di infami (che noi ci ostiniamo a identificare come migranti economici che fuggono la miseria, la guerra o l’oppressione) i quali, avendo realizzato che noi non ne possiamo proprio più di questo flusso di malfattori e ci orientiamo a essere meno accoglienti, usa minorenni e bambini che più degli adulti danno certezza di accoglienza, e che sono destinati ad essere il becero e ferigno strumento di una immigrazione che li userà per richiedere il ricongiungimento famigliare.
Continuate a chiamarli «migranti in fuga dalla disperazione» e a riservare loro il vostro ipocrita pietismo, io continuo a considerarli soggetti pericolosi e indegni di vera pietà.
Corrado Corradi
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