Sono uno dei primi, avendo trascorso una quarantina d’anni nei paesi del mondo arabo-islamico, ad aver sostenuto il pericolo della «ummanizzazione», tant’è che ho coniato questo barbarismo proprio per significare la propensione dell’Islam a fare del mondo la “Umma dei credenti” (ossia la comunità dei fedeli musulmani), cosa che una parte di esso è disposta a perseguire attraverso tre vie: la dissimulazione, il lento empowermente perfino il jihad.
Tuttavia, pur non smentendo il rischio da me più volte denunciato, non posso evitare di riconoscere che in seno all’Islam insistono anticorpi sempre più attivi che possono impedire, almeno nel breve-medio termine, questa deriva, e che sta a noi saper discernere il musulmano “buono” da quello “cattivo” (absit iniuria verbis) che va isolato e financo combattuto
Un’attenta riflessione, però, mi ha condotto a rilevare che esiste un rischio ben più cogente dell’islamizzazione: il decadimento del cristianesimo ad ancella del giudaismo. Un processo iniziato con l’affermarsi del protestantesimo, quindi subito dopo il 1500 e che pian piano è riuscito a far prevalere sull’insegnamento cattolico in tema di rapporto tra Nuovo Testamento e Antico Testamento, una deformazione che privilegia l’Antico in chiave sostanzialmente filoebraica. Un processo che riesco a cogliere solo ora che sta diventando apparentemente irreversibile.
Sedicenti cristiani
È evidente che il protestantesimo ha innescato un progressivo fiorire di sette sedicenti cristiane, ma in realtà latrici di principi ispirati al Talmud.
Quelle sette sono concentrate nella nazione massonica per antonomasia: gli USA, la quale nazione detiene da decenni la leadership culturale, politica e militare del mondo cosiddetto “occidentale”.
Inseriti come siamo in quel mondo, dopo aver annacquato il nostro cristianesimo cattolico con il Concilio Vaticano II, orfani dell’avita spiritualità (indebolita da reciproche spinte esoteriche e relativiste, ma anche nichiliste), ecco subentrare un cristianesimo monco e falso che soddisfa sia il liberalismo ateo e/o panteista, sia lo spirito massonico, sia quello sionista.
E mentre si afferma questo trend, noi perplessi e confusi guardiamo con preoccupazione solo all’islamismo, senza renderci conto che si potrebbe trattare di un fenomeno strumentale atto per certi versi a nascondere e per altri a favorire un processo molto pericoloso: la completa protestantizzazione del mondo occidentale.
Sottotraccia, ma non troppo, si sta operando affinché l’Occidente un tempo cristiano riconosca una sorta di primato morale ebraico, e questo ad onta dell’esplicito insegnamento talmudico.
Corrado Corradi
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