Innanzi tutto, chiedo scusa ai “tecnici” se non userò un linguaggio giuridico ma vorrei sintetizzare e rendere più comprensibile la gravità di questa sentenza.
Parliamo degli artt. 336 cp – violenza o minaccia al pubblico ufficiale- e 337 cp – resistenza a pubblico ufficiale, che prima della sentenza n.172 del 27 novembre 2025 della Corte costituzionale, erano automaticamente esclusi dalla valutazione del giudice prevista dall’art. 131 bis ovvero la non procedibilità per particolare tenuità del fatto.
Insomma, grazie al 131 bis (riforma Cartabia) il giudice per reati con pena minima sotto i due anni poteva, puo’, ritenere il fatto del tutto trascurabile e non procedere.
Da questo ennesimo buonismo erano però esclusi i reati di resistenza o violenza e minacce commessi ai danni di Pubblici Ufficiali in servizio, (es. manifestazioni !!!).
Ora la Corte costituzionale ha dichiarato ingiustificata ed illegittima questa deroga per cui sarà ancora più semplice per i magistrati (bisognerebbe dire per essere politicamente corretti “ per pochi magistrati “ ma in realtà pochi non sono) valutare, alla luce dei “ nobili fini” che sottostanno alle pietrate ai poliziotti, come di tenue entità l’offesa fisica e morale arrecata.
Certo piove sul bagnato si potrebbe pensare se anche prima di questa “illuminata” sentenza si assisteva ad eventi di giustizia del tipo:
Clandestino pregiudicato stacca a morsi un dito ad una poliziotta: ASSOLTO
Maranza forzano un posto di blocco – quindi reato di resistenza a P.U.- i carabinieri doverosamente li inseguono, i giovani maranza si schiantano con la moto, uno muore: i CARABINIERI vengono INDAGATI per omicidio stradale.
Ora l’applicazione dell’art. 131 bis, alle forze di Polizia in modo pressochè automatico, come è facile prevedere nel contesto culturale “ACAB” in cui operano, ha un valore piu’ grave delle sue conseguenze concrete.
Ha il significato dell’abbattimento da parte dello Stato dell’ultima, piccola, tutela simbolica delle Forze dell’Ordine espressione di quello stesso Stato, che in pratica coltiva la fase del progressivo “suicidio” a favore dell’eversione nelle piazze e della sostituzione etnica nell’intera società italiana.
Ulteriore conferma di questo processo ecumenicamente suicidario deriva dalla fonte di questo evento, la sentenza, la Corte costituzionale, alto organo statale, solo dichiaratamente “terzo” rispetto ai poteri statuali se i suoi componenti, anche se tecnici, sono poi nominati per i due terzi, dieci su quindici; dai politici, Parlamento e Presidente della Repubblica.
Da oggi quindi i sostenitori dell’ACAB saranno ancora più tutelati nelle loro azioni eversive nelle piazze italiane, e chi difende Stato e cittadini … sempre più abbandonato dal suo stesso datore di lavoro.
Avete notizia di “media” indignati per questa sentenza?
Avete notizia di indignazione di questo governo?
Sarei felice di sbagliarmi, ma non mi risulta.
Perché? mi piace rispondere citando un dimenticato intellettuale, autore dell’inizio del ‘900, Robert Michels noto come esponente dei neomachiavellici della teoria delle “elite”, con G. Mosca e V. Pareto, che sostiene: quando l’opposizione vince tende ad amalgamarsi col potere preesistente, se non ad essere assorbita, asservita e svuotata, abbandonando le masse da cui ha tratto forza e legittimazione. Le “rivoluzioni” diventano tutte conservatrici quando vanno al potere, gli stessi progressisti al potere si fanno conservatori.
Ma viene oggi da chiedersi, che succede ai conservatori quando vanno al governo in un contesto culturale progressista? Spesso soccombono al Mainstream, si adeguano, cercano compromessi per sopravvivere, dice il filosofo contemporaneo M. Veneziani. E’ questa, dico io, la teoria contemporanea del “meno Peggio” con cui tutto oggi si giustifica.
Ai miei colleghi ancora in servizio, utilizzati in ordine pubblico solo come “transenne” non posso che esprimere in questa sede solo la mia vicinanza, li conosco troppo bene per non sapere ciò che pensano.
Giovanni Preziosa
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