Tra dovere interiore e obbligo di circostanza: la distanza incolmabile tra chi serve un’Idea e chi serve un ruolo.
L’avvento della partitocrazia e il volto del politicante
Con l’avvento della politica istituzionale del secondo dopoguerra, e la conseguente affermazione di una partitocrazia sempre più dedita a una cripticità volta a intersecare il quadro democratico, possiamo notare quanto il ruolo del “politicante” sia distante dal vero significato della politica. La sua figura, fatta di luci soffuse e ombre, si compone di deleghe, sorrisi di circostanza, visite di rito sui luoghi operanti e un dialogo forzato con il Popolo. È un agire di superficie, privo di quel fuoco sacro che dovrebbe animare chiunque si occupi del bene comune.
Il Miliziano e l’elevazione spirituale
Il Soldato Politico — o ancor meglio l’Operaio di un’Idea, o per definirlo in maniera ancora più calzante, il Miliziano — conduce la sua Lotta al solo e unico scopo di accrescere la propria anima. Egli fa comunità e “quadrato” con i propri Camerati, ponendosi come obiettivo l’elevazione spirituale prevista dalla Mistica, seguendo gli insegnamenti tratti da un pilastro fondamentale come Niccolò Giani. Il suo campo d’azione non è la ricerca del vantaggio personale, ma il perfezionamento interiore attraverso l’azione comunitaria.
Il consenso della presenza contro la via elettorale
È di conseguenza ben visibile come il Miliziano non abbia l’esigenza di confrontarsi con il pubblico per sole vie elettorali. Egli conquista il suo consenso dimostrando una presenza attiva laddove le situazioni incresciose richiedono il supporto di una forza che vada a colmare il disagio vigente. Il Miliziano conquista il consenso popolare andando a scolpire e definire il marmo in cui è imprigionata la divinità della giustizia sociale di una causa. Egli è qualcuno che, vivendo la sua comunità, impara le arti dell’Uomo, apprende le virtù dell’Umano e le applica secondo i metodi che gli sono stati trasmessi dai suoi Mentori.
Sentire di dovere contro il “dover fare”
Il politicante è colui che agisce per circostanza, perché ricopre un ruolo e ne deve osservare gli impegni; non agisce perché sente l’ardore dell’animo che gli impone di essere sul posto, tra la sua gente. Al contrario, il Miliziano agisce perché sente di dovere, mentre il politicante agisce semplicemente perché “deve”. Sono concetti simili se si gioca sul linguaggio, ma ampiamente distanti se ne si osservano i princìpi etici, morali e spirituali. Chi opera per l’Idea, crede; e la forza di quella fede è ciò che lo rende un soldato politico.
Manuel Zavaglia
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