Bentornati al 25 aprile, la giornata in cui l’Italia si ferma per celebrare una libertà che, a giudicare dai toni, sembra valere solo per chi ha la tessera giusta in tasca. Quest’anno abbiamo raggiunto vette di surrealismo che nemmeno Salvador Dalí avrebbe potuto immaginare.
Arcore: Prima la falce, poi l’ostia
La notizia dell’anno arriva da Arcore, dove l’ANPI locale — evidentemente a corto di fascisti veri da combattere — ha deciso di darsi alla gestione dei Sacramenti. La richiesta è di quelle che lasciano basiti: spostare le Prime Comunioni previste per il 25 aprile perché “fanno ombra” alla festa dei partigiani.

Siamo alla follia pura. Quelli che invocano la laicità dello Stato un lunedì sì e l’altro pure, che urlano all’ingerenza della Chiesa se il Papa apre bocca, ora pretendono di dettare l’agenda liturgica. Ma vi immaginate Peppone che entra in chiesa e dice a Don Camillo: “Sposta i mocciosi con la tunica bianca che dobbiamo cantare Bella Ciao”? Nemmeno nella finzione c’era tanta tracotanza. Almeno i comunisti di una volta avevano il senso del limite (e del ridicolo).
Il “Moloch” della Resistenza
Il problema è che il 25 aprile è diventato un Moloch ideologico. Non è la festa della fine di una tragedia, ma una dogana morale dove l’ANPI timbra i “green pass dei buoni”. Se non canti la loro versione della storia — quella che dimentica gli eccidi del dopoguerra, le purghe interne e il fatto che militarmente, senza gli americani, i partigiani avrebbero liberato al massimo una bocciofila — allora sei fuori. Sei un “nemico”.
E mentre loro giocano a fare la guerra civile nel 2026, le nostre città cambiano volto. Cantano “ho trovato l’invasor” mentre i dati ISTAT ci dicono che siamo noi quelli che spariscono (189.000 italiani in meno l’anno scorso) e che le rapine in strada hanno nomi e cognomi che con la Resistenza non c’entrano nulla.
Liberaci dall’ANPI, Amen.
A 81 anni dai fatti, l’ANPI ha esaurito la sua funzione storica ma non la fame di contributi pubblici. Ecco una proposta: visto che vogliono decidere tutto loro, dalle inaugurazioni dei locali in Piemonte alle Comunioni in Brianza, diamogli anche la delega al Ministero del Culto e della Verità, con buona pace di George Orwell.
Oppure, più semplicemente, lo Stato smetta di finanziare questo circolo di nostalgici senza memoria e dirotti quei soldi sul sociale. Ne hanno bisogno, gli italiani stretti tra caro bollette e pensioni da fame altro che guardare questa messinscena.
Redazione
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:







































































