Separare il grano dall’oglio nel tempo del transumano: servono guide culturali e coraggio politico, non comode torri d’avorio
L’isolamento dei filosofi e la grande eccezione gentiliana
Una strana razza di uomini i filosofi, gente che abita in alto, in cima agli alberi della trascendenza, perché il non avere i piedi per terra facilita il contatto con l’immanenza, con la rivelazione, insomma con la “verità”.
Sono i mediatori della verità con noi “terricoli”, ci indicano la strada e poi ci lasciano a percorrerla da soli.
Avete mai visto un filosofo nell’era moderna guidare o far parte attiva di una rivoluzione? No certo, tranne la grande eccezione del più grande del Novecento, Giovanni Gentile, ucciso poi proprio per questo.
Infatti Gentile diceva: “La filosofia è e deve essere non concetto di una realtà presupposta ma concetto della realtà che si realizza; se si percepisce il sequestrarsi della filosofia dalla politica, ciò non è possibile se non a patto di costruirsi una politica astratta. Il filosofo fa anche la politica (la teoria politica) studiandola non da spettatore ma con l’interesse che si può mettere nel sistema della propria vita. Poiché per filosofo che sia non cesserà mai di essere cittadino della propria Patria.” …e se lo dice Gentile!
Dalla teoria alla realtà: il richiamo agli intellettuali di destra
Vorremmo dire ai filosofi, pochi, e agli intellettuali di destra, anche troppi, tutti a risiedere sugli inflazionati alberi della trascendenza, che qui in terra, sotto di voi, siamo tutti coscienti e convinti del “suicidio dell’Occidente”, che viviamo in terra ostile e woke, che il transumano avanza, che la “cappa” continua ad opprimerci e che la “scontentezza” indotta dalle élite mondiali non è cambiata — si sono solo aggiunte tre o quattro guerre ipocrite e dall’origine banalmente chiara, ma dalle conseguenze che fan rabbrividire. Ci è altrettanto chiaro che vi guadagnate da vivere con il vostro talento, ma non vi sembra giunta quell’ora irrevocabile che esige che il pensiero si unisca all’azione?
Il dovere dell’azione politica e la costruzione di una vera destra sociale
Quando si parla di azione è chiaro che non si intende un’azione fisica ma politica: esiste una ritrosia opportunistica ad esplicitar chiaramente giudizi di inadeguatezza in relazione ai valori posti a fondamento dei gruppi o partiti che oggi si definiscono di destra, governo compreso.
È necessario, oggi più che mai, che voi intellettuali e filosofi scendiate qui tra noi “ribelli” a mettere ordine culturale, a separare il grano dall’oglio, a indicare la strada per quella destra sociale che non può essere interpretata a seconda delle convinzioni individuali, altrimenti diventa una “destra liberale” che non può nemmeno chiamarsi destra.
Giovanni Preziosa
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:





































































