Il 24 giugno ricorre l’anniversario della morte di Angelo, il cane randagio seviziato e ucciso a Sangineto, in Calabria, in uno degli episodi di crudeltà verso gli animali che più hanno sconvolto l’Italia intera.
Sono passati dieci anni da quella notte. Dieci anni da quelle immagini che indignarono milioni di persone. Dieci anni da quando un cane innocente, che non aveva fatto male a nessuno, venne torturato e privato della vita per il divertimento di chi aveva smarrito ogni forma di umanità.
Ma Angelo non è soltanto il nome di un cane.
Angelo è diventato il simbolo di tutti gli animali vittime della violenza, dell’abbandono, dei maltrattamenti, dell’indifferenza e della cattiveria umana.
È il simbolo dei cani impiccati, avvelenati, investiti e lasciati morire sul ciglio di una strada.
È il simbolo dei gatti torturati, dei cuccioli gettati nei sacchi della spazzatura, degli animali utilizzati come bersagli, dei randagi affamati e dimenticati.
È il simbolo di tutte quelle creature che non hanno voce per chiedere aiuto e che troppo spesso trovano sulla loro strada persone incapaci di comprendere il valore della vita.
Il comunicato dell’associazione Bona Dea
Come Associazione Bona Dea vogliamo ricordare Angelo, ma vogliamo ricordare anche tutti gli “Angeli” che in questi anni hanno subito la stessa sorte.
Ogni giorno le cronache continuano a raccontarci storie di animali maltrattati, abbandonati o uccisi. Ogni giorno volontari e associazioni combattono una battaglia difficile contro l’ignoranza, l’inciviltà e la mancanza di rispetto verso gli esseri più indifesi.
Eppure, nonostante il dolore e la rabbia, non possiamo arrenderci.
Dobbiamo continuare a educare al rispetto degli animali nelle scuole, nelle famiglie e nella società.
Dobbiamo continuare a chiedere controlli più efficaci e pene realmente dissuasive per chi commette reati contro gli animali.
Dobbiamo continuare a sostenere i volontari e le associazioni che ogni giorno salvano vite spesso nel silenzio e con enormi sacrifici personali.
Ma soprattutto dobbiamo continuare a ricordare.
Perché dimenticare Angelo significherebbe permettere che la sua sofferenza sia stata inutile.
Noi vogliamo invece credere che il suo sacrificio abbia lasciato un segno nella coscienza collettiva del nostro Paese.
Vogliamo credere che sempre più persone comprendano che il grado di civiltà di una comunità si misura anche da come vengono trattati gli animali.
Nel decimo anniversario della sua morte rivolgiamo un pensiero ad Angelo e a tutti gli animali che non ce l’hanno fatta.
A loro promettiamo che continueremo a batterci affinché nessun essere vivente debba più conoscere la paura, il dolore e la violenza che hanno segnato i loro ultimi istanti.
Con la speranza che un giorno la crudeltà verso gli animali possa finalmente appartenere soltanto al passato.
Ciao Angelo.
Non ti abbiamo dimenticato.
Associazione Bona Dea – Amici degli Animali
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Ciao Angelo!