DISTINGUERE L’OGGETTO DAL SOGGETTO, CORREGGERE GIURIDICAMENTE L’EURO
Perché il prof. Giacinto Auriti è stato un genio? perché ha intuito che, per comprendere i difetti dell’economia, bisogna capire a fondo l’oggetto che serve a far funzionare l’economia, ovvero, la moneta.
La moneta viene prima dell’economia e pertanto dovrebbe essere attenzionata da altri esperti professionisti che si occupino solo di rendere questo strumento idoneo ad essere messo in circolazione dagli economisti.
Possiamo fare un paragone fra un’automobile che prima della sua messa in circolazione, dev’essere studiata nei minimi particolari e collaudata attentamente, e l’euro.
Un’automobile prima della sua messa in circolazione deve superare molti rigorosi test di affidabilità. Se l’automobile non supera queste prove, significa che non è affidabile e pertanto dev’essere corretta per tempo.
Addirittura ci sono dei casi in cui un’automobile ormai circolante da tempo, presenta delle anomalie che mettono in pericolo i suoi utilizzatori.
L’euro è quasi come un’automobile (quasi perché alla fine di questa lettura si scopre che non è esattamente la stessa cosa), solo che prima di essere messa in circolazione non è stata attentamente analizzata da esperti del settore.
L’euro è come un’automobile messa subito in circolazione e venduta agli acquirenti, senza aver superato alcun test di collaudo.
Oggi a distanza di 24 anni possiamo con certezza affermare che l’euro non è affidabile.
In realtà il professore Giacinto Auriti aveva già capito molto tempo prima che l’euro fosse messo in circolazione che era una moneta inaffidabile.
Lo aveva analizzato sapendo che ogni moneta è formata da due componenti essenziali che vanno distinte e analizzate attentamente:
1) simbolo monetario, riferito al supporto formale (bit digitali, metallo, carta inchiostro, grafica numeri seriali, sistemi antifalsificazione, e numeri identificativi del valore nominale)
2) Valore nominale cioè quello che da potere d’acquisto alla moneta (componente non materiale).
Il professor Giacinto Auriti aveva capito che nella moneta, è fondamentale la distinzione fra il simbolo monetario, cioè lo strumento, e il suo valore reale, convenzionalmente accettato dalla collettività dei cittadini, che conferisce il potere d’acquisto alla moneta.
La distinzione, quindi, fra simbolo monetario e valore convenzionale riconosciuto, consente di capire com’è fatta la moneta e metterla in circolazione con i giusti parametri di affidabilità.
Nel caso dell’euro non è stata fatta alcuna distinzione fra il simbolo e il valore, ma si è pensato di incorporare il valore nel simbolo facendolo credere un unico strumento, sicché l’euro è stato consegnato direttamente agli economisti senza aver prima interpellato i giusti esperti.
Il valore convenzionale, essendo una forma di diritto, dovrebbe essere di pertinenza dei giuristi e non degli economisti.
Sicché, l’euro si è dimostrato inaffidabile, già da prima della messa in circolazione, proprio perché non sono stati coinvolti i giuristi e il professor Giacinto Auriti lo aveva capito.
Il professor Auriti aveva diffidato con una denuncia, il governatore della BCE, di mettere in circolazione l’euro come debito dei popoli, ma è stato volutamente ignorato.
Perché Auriti aveva scoperto che l’euro non era affidabile? Perché, da bravo Giurista, aveva capito che il valore convenzionale, come tutti gli oggetti di valore, deve avere un proprietario, altrimenti quel valore è di chi se ne appropria. Se uno trova per strada una pepita d’oro, diceva Auriti, se ne appropria senza indebitarsi con la miniera.
Aver nascosto il valore convenzionale dentro il simbolo monetario, facendo apparire l’euro come un oggetto completo, è stata la grande intuizione satanica dei banchieri.
Infatti la gente percepisce con i suoi sensi solo l’oggetto moneta.
L’uomo, ragionando materialisticamente, ha perso la sua natura spirituale, riducendosi a strumento in mano ai banchieri.
Distinguere l’oggetto dal soggetto permette di distinguere il simbolo monetario dal suo valore.
L’uomo con la sua mente è in grado di creare il valore di tutti gli oggetti.
Nel caso della moneta, non basta la realizzazione di una sola persona, ma richiede la partecipazione di una comunità che accetti convenzionalmente un simbolo preventivamente realizzato per essere accettato dalla comunità.
La moneta perché sua attivata e funzioni è necessaria la presenza della collettività perché si realizzi nell’oggetto MONETA, la proprietà di quel valore dovrebbe spettare alla collettività nazionale.
La banca centrale europea emette l’euro prestandolo al valore nominale. Perché lo fa? Perché nessun giurista dopo Auriti indaga su di chi sia la proprietà del valore monetario incorporato nel simbolo monetario.
Nessun economista riesce a distinguere l’oggetto dal soggetto e di conseguenza pur essendo inaffidabile dall’origine l’euro viene mantenendo in circolazione perché nessuno vede il difetto più grande che è: di chi è la proprietà del valore dell’euro?
Effettivamente gli economisti sono giustificati perché non è loro mestiere analizzare gli aspetti giuridici della moneta, ma solo quelli economici nella fase della circolazione.
Attualmente l’euro dovrebbe essere ritirato dal mercato perché non funziona nel modo giuridicamente corretto, anzi, funziona proprio al contrario, cioè, invece di creare il benessere dei popoli europei, li impoverisce arricchendo i banchieri.
Ritorniamo all’esempio dell’automobile.
In un suo famoso video del 2001, cioè un anno prima della messa in circolazione dell’euro, dal titolo “l’euro di chi è”, il Professor Giacinto Auriti fece questo esempio: se io compro un’automobile e decido di pagarla a rate, mi indebito e pago il finanziamento, ma la ditta che vende l’automobile mi dà come corrispettivo un’automobile.
Poi Auriti aggiungeva: con l’avvento dell’euro, la banca centrale europea ci viene indebitare per tutto l’euro che sarà messo in circolazione, senza contropartita, sicché continua Auriti, i popoli europei rischiano di precipitare nella condizione dei popoli del terzo mondo.
Aveva ragione, sta accadendo sotto i nostri occhi, solo che nessun politico o capo di stato prospetta il ritiro dalla circolazione dell’euro o ripararlo nella sua struttura giuridica, cioè dichiarando l’euro di proprietà dei popoli europei e non dei banchieri della BCE.
Le Banche Centrali o quelle commerciali creano simboli monetari, non moneta. Questo è il punto focale della grande truffa. I simboli monetari diventano moneta nel momento in cui noi li accettiamo come tali. Per cominciare a ragionare dobbiamo distinguere i simboli dal valore e se perdiamo ancora tempo, quando tutta la moneta in circolazione sarà esclusivamente in formato digitale, cioè dematerializzata, a quel punto non capiremo mai la grande truffa giuridico-contabile che si crea durante la fase di EMISSIONE-ACCETTAZIONE.
Nel frattempo l’associazione I SENTIERI DI GRIMOALDO propone per l’emergenza presente e futura una soluzione innovativa e immediata: il progetto Auri.
Questo progetto è stato realizzato per ridurre il più possibile gli effetti negativi dell’euro e per correggere la sua struttura giuridica.
Gli Auri infatti sono biglietti cartacei che riportano in essi tre parole molto significative: PROPRIETÀ DEL PORTATORE.
Il progetto Auri trasforma progressivamente gli associati da debitori in proprietari del loro valore.
Nico Arena
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