Influencer, cantanti e attori nella testa delle persone sono accomunati ai potenti. L’idea è che ricchezza e notorietà vadano di pari passo con il potere.
È davvero così? Non proprio.
I potenti – per potenti intendiamo coloro che hanno in mano le leve dell’economia globale – sono certamente al vertice della catena alimentare voluta dalla società liberale. I volti pubblici, le celebrità e gli influencer sono certamente funzionali a questo sistema ma non possono ambire al vertice della piramide.
Il filo che lega potere e celebrità
Lo vediamo ogni giorno, basta accendere la televisione o scorrere il feed dei social network: influencer e volti pubblici sono il megafono che amplifica e riporta le istanze di coloro che hanno in mano le leve del potere. Quando Tailor Swift in America lancia messaggi contro i MAGA questo ha un effetto su milioni di elettori americani. Quando la Ferragni (prima che cadesse in disgrazia) si presentò a SanRemo con la famosa maglia: Pensati Libera diede un messaggio – in prima serata – a milioni di italiani. Sono la cassa di risonanza di centrali di potere che hanno bisogno di orientare il dibattito pubblico e di modificare la percezione delle persone attorno a determinate idee chiave.
Di fronte alla malsana informazione, certamente manipolata, e di fronte a chi la propaga, l’arma migliore è far sì che la piazza oltre a non essere silente, sia composta da elementi che sappiano indicare chiaramente chi sono le marionette, quali sono i fili e chi muove il teatrino.
Manuel Zavaglia
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