Se è infelice un popolo che ha bisogno di eroi, figurarsi in quale stato può versare la nazione che ha pure bisogno d’inventarseli, i miti fondanti della società, a dispetto di quel che accade nella concretezza quotidiana delle istituzioni statali.
Celebrando gli 80 anni della Repubblica, dimenticandosi pure di ammettere come il nostro ordinamento sia il frutto di un broglio elettorale, vicende come quella che sta vivendo Gilberto Cavallini dimostrano in modo spaventoso come la Costituzione, in Italia, è adorata come un feticcio dal “potere” che, però, si guarda bene dall’applicarla.
Sia chiaro: quello dell’ex-Nar non è che uno degli innumerevoli casi di violazione palese dello spirito e della lettera dell’articolo 27 della “carta fondamentale”. Però, è sicuramente più emblematico degli altri, in quanto la sua situazione è il frutto perverso di una spietata volontà di vendetta politica che mai e poi mai dovrebbe albergare nelle nostre aule di giustizia e, più vastamente, in uno Stato che si autoproclama “di diritto”.
Nessuno lo ha detto, in questi giorni di strabordante retorica istituzionale e non, ma la funzione principale e prioritaria delle costituzioni è quella di proteggere i cittadini dallo Stato e tutelarne i diritti inalienabili dalle leggi ordinarie, cioè, da tutto ciò che, nella vita reale potrebbe esser preso di mira – con qualsivoglia intenzione – dal governo o dalle maggioranze parlamentari, dalle istituzioni in cui lo Stato si articoli o dai corpi e dagli enti autonomi della Repubblica. Purtroppo, sempre più spesso e sempre più a sproposito, si mette in evidenza il dettato dell’articolo 54 – “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi” -, interpretandolo come l’obbligo per tutti gli italiani a subordinarsi alle regole comuni della società; di contro, chi gestisce lo Stato dovrebbe sempre uniformarsi al principio che, a esser aderente a ciò che la Costituzione dispone, devono essere specialmente e soprattutto i poteri pubblici. Magistrati “in primis”, vista la decisiva funzione che svolgono.
Uno Stato e dei magistrati che, tornando a Cavallini, fanno pagare al cittadino, per di più a un cittadino “ristretto” nei diritti e fisicamente, le conseguenze dei loro errori burocratici, sono soggetti fuorilegge, nel senso più letterale del termine, poiché hanno agito e agiscono al di fuori del perimetro tracciato dalla Costituzione. E non c’è bisogno di aggiungere – esiste un’intera letteratura in proposito, anche non esclusivamente giuridica – che il tasso di “democraticità” di uno Stato si misura principalmente dal modo in cui. si rappora con i cittadini che hanno commesso reati e sono stati privati – in forza della legge – della libertà.
Se Gilberto Cavallini è stato uno dei tanti simboli – nell’Italia degli anni di piombo sono stati migliaia – della violenza e del terrorismo che hanno caratterizzato i peggiori quindici anni della recente storia italiana, oggi è il simbolo dell’inadeguatezza del nostro sistema giudiziario, della scandalosa parzialità a cui può arrivare una certa magistratura, dell’ignavia di un sistema politica incapace d’intervenire e correggere le storture di un sistema penale indegno di una nazione civile.
Coloro che si battono per la libertà di Cavallini -i quali, in gran parte, non hanno condiviso all’epoca le sue scelte e le sue posizioni eversive e, in altra buona parte, hanno addirittura una visione politica diversa, anche diametralmente dalla sua – non chiedono giustizia solo per lui, ma anche per se stessi e per tutti gli altri italiani, poiché se passasse, come sta passando, il principio che la vita delle persone, in Italia, è appesa non a quanto previsto effettivamente dalle leggi, ma a un qualsiasi sentenza o pronunciamento solo formalmente corretti, ma dove, in concreto, si stravolge l’essenza della norma, tramite la “interpretazione” del giudice, la libertà diventerebbe solo una vacua espressione, la foglia di fico che nasconde le vergogne di un nuove regime.







































































