Dopo 24 ore di intenso dolore, caro Mario, sono qui a ricordarti, a commemorarti. Per me, anche se ti sapevo molto ammalato e tremendamente stanco, eri e resti un immortale. Un pezzo della mia vita se ne va con te, un pezzo di me stesso. Quanti sogni, quante lotte, quante battaglie abbiamo fatto e costruito insieme. Ore, giorni, mesi, anni stupendi; anche nelle ore buie sempre in piedi, sempre con la schiena dritta: come dicevi tu “in faccia al sole ed in culo al mondo”. Troppe cose ci hanno legati, troppi fatti ci hanno tenuti uniti come due, insieme a tanti altri, camerati di lotta per la nostra grande Idea, per amore dell’Italia, in un sogno di un’Europa autentica, per il bene dell’umanità tutta.
Ho letto tanti commenti sulla tua dipartita, chi ti definisce di destra, chi ti definisce neofascista, ma tu non sei nulla di tutto questo, tu sei il prototipo del Fascista, perché hai incarnato l’essenza stessa di quella grande Idea e della sua dottrina. Hai incarnato in te la potenza di una cultura profonda senza alcun pregiudizio e una propensione a trasferire nella vita quotidiana il tuo sapere; una profondità e modernità di pensiero abbinato ad una lucidità e consequenzialità di azione. Hai realizzato in te i valori perenni della Tradizione, quali Onestà, Lealtà, Coraggio con una profonda proiezione verso il sociale.
Hai saputo far convivere aspetti all’apparenza dissonanti. Infatti, eri per l’Ordine, quello interiore, dello spirito, ma anche profondamente anarchico, un po’ per tradizione familiare ma molto per convinzione. Ne abbiamo parlato a lungo quando, oltre 60 anni fa, venivi a riposarti dalle tensioni del nostro impegno quotidiano a casa mia dove dicevi di trovare un’oasi di tranquillità. A volte facevi lunghe dormite ed io facevo i primi passi nell’impegno politico – per questo ero poco conosciuto e casa mia poteva essere tranquilla – che mi porterà prima nel GUF Caravella, poi in Nuova Caravella ed in fine nella nostra grande casa di formazione di Uomini e di Idee: Avanguardia Nazionale.
Una casa dove tu, Stefano e tanti altri camerati insieme siamo riusciti a costruire un sogno che stava diventando realtà. Prima con la battaglia di Valle Giulia dove gli studenti dell’università di Roma, di tutte le componenti politiche dalla destra alla sinistra, con noi davanti, liberarono la facoltà di architettura occupata dalla polizia. (A differenza di quanto accade oggi, quando i poliziotti alzavano le braccia in segno di resa, non li aggredivamo ma li lasciavamo andare via). Era l’unità generazionale contro il sistema dei partiti.
Poi, quando eri purtroppo ingiustamente detenuto, con la rivolta di Reggio Calabria: unità di tutto un popolo, senza distinzioni, contro la lottizzazione partitocratica finché non intervennero i carrarmati.
Poi … il sistema ebbe nuovamente il sopravvento con gli opposti estremismi che condussero nel vicolo cieco della lotta armata. Vani, caro Mario, furono i nostri sforzi per bloccare questa deriva suicida….
Ecco, potrei continuare a lungo con tante esperienze e tanti eventi che ci hanno visti fianco a fianco nella lotta politica e tu sei stato sempre presente con il tuo stile inconfondibile, espressione della profonda sintesi interiore che tu hai saputo realizzare con idee contraddittorie solo in apparenza e quindi espressione visibile, come dicevo, della grande sintesi di idee e valori quale è il Fascismo.
Grazie Mario per quello che ci hai dato con la tua presenza, grazie per quello che ci hai lasciato con le tue opere in prosa e in versi, grazie per tuoi insegnamenti, ma soprattutto grazie per quello che ci darai in futuro perché… la marcia continua e tu sarai sempre con noi.
Adriano Tilgher
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