ProPedo: il lato più oscuro ed estremo del mondo LGBT e della rivoluzione sessuale
In questo articolo ho voluto affrontare una delle realtà più torbide e inquietanti, non solo del mondo LGBT e della Rivoluzione Sessuale, ma probabilmente della nostra epoca intera.
Una realtà che, come spesso purtroppo accade, è tanto pericolosa quanto poco conosciuta dal grande pubblico: l’attivismo Pro-Pedofilia.
Con questo termine si vogliono indicare tutti quei gruppi e organizzazioni che operano per abbassare o addirittura abolire il limite all’età del consenso nelle relazioni sessuali tra adulti e minori, persino in età infantile.
E poiché, come già accennato in precedenza, pochi sanno di queste realtà perché pochissimi hanno il coraggio di trattare tali argomenti.
Vediamo oggi di andare in direzione contraria.
Partiamo col dire che l’attivismo Pro-Pedofilo è, per fortuna, una realtà assai marginale nel mondo, ma, ahinoi, per nulla insignificante o trascurabile.
Ad oggi esistono gruppi pro-pedofili in molti paesi tra cui, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Norvegia, Germania e Paesi Bassi.
Come vedete, la maggior parte dei paesi macchiati da queste oscene realtà hanno quasi sempre un profilo ben preciso: paesi di tradizione luterana, storicamente dominati da regimi liberali e ormai ampiamente secolarizzati.
Il mondo Pro-Pedo vede la luce negli anni ’60 del XX° Secolo, durante, appunto, la Rivoluzione Sessuale.
La prima organizzazione pro-pedofila a sorgere fu la “René Guyon Society”, fondata da sette soci fondatori negli Stati Uniti nel 1962.
Per la cronaca, René Guyon altro non era che un giurista francese, massone e, anche lui, sostenitore della sessualità tra adulti e bambini.
Nel 1977 in un documento del gruppo il leader della Society affermava di vantare tra le sue fila 5.000 membri in tutto il paese.
Nel 1971 in California nacque anche il “Childhood Sensuality Circle”.
E infine, nel 1978, sorse l’organizzazione pro-pedo più famosa d’America e forse del Mondo: la North American Man Boy Love Association, meglio nota come NAMBLA.
In passato arrivata a contare migliaia di iscritti, ora si è notevolmente ridotta secondo l’organizzazione Anti-Pedofilia “Perverted Justice”, ma può contare ancora su decine di iscritti e su ben due sedi nel paese, a New York e a San Francisco.
Tra le persone più importanti che hanno militato o comunque appoggiato la NAMBLA vi sono diverse figure importanti dell’attivismo e della scena intellettuale gay dell’America di quegli anni.
- Il fondatore David Thorstad, attivista gay e ex presidente della Gay Activists Alliance
- Bill Andritte, attivista gay e giornalista e saggista pro-pedofilia
- Intellettuali gay rinomati come il poeta Allen Gingsberg e Harry Hay, fondatore della Mattachine Society e figura centrale nel movimento di Stonewall.
Spostandoci in Europa, nel 1974, in Regno Unito, nasce il Pedophile Information Exchange (che, tra le altre cose, collaborò spesso con gruppi progressisti “gay friendly” come Albany Trust e il National Council for Civil Liberties).
Il suo fondatore, un insegnante e giornalista gay di nome Tom O’Carrol aveva infatti fatto parte del sottocomitato del NCCL per i Diritti degli Omosessuali.
Si unì anche al Partito Laburista nel 2015 per poi venire espulso a Febbraio 2016 a causa della tremenda gazzarra scatenata dai tabloid.
Il Pedophile Information Exchange venne sciolto solo dieci anni dopo la sua fondazione, nel 1984.
Passiamo ai Paesi Bassi, spesso definiti (almeno da chi si è interessato a questi fenomeni) come il centro principale del movimento pro-pedofilo europeo.
Non certo un vanto per il paese più liberale e secolarizzato del nostro continente.
Già nel 1946, è necessario segnalare la nascita della Società Olandese per la Riforma Sessuale: inizialmente nata solo per i Diritti Omosessuali, nel tempo si è spinta su posizioni sempre più radicali fino ad arrivare, oggi, a dichiararsi, sul suo sito web, favorevole all’accettazione della zoofilia e della pedofilia.
Negli anni ’60 l’intellettuale Frits Bernard e il senatore laburista Edward Brongersma (entrambi omosessuali) fondano un gruppo Pro-pedofilo.
In Germania si vide la nascita del “Gruppo Tedesco di studio e lavoro sulla pedofilia” che aveva nel suo direttivo il controverso psicologo omosessuale Helmut Kentler, fautore del famigerato progetto Kentler, un progetto in cui lo psicologo aveva sperimentato l’affidamento di minori abbandonati a padri adottivi di inclinazioni pederastiche e pedofile.
Un’altra pagina infame di storia che magari tratteremo in futuro.
Se non altro, Kentler, visti gli ovvi risultati disastrosi del suo esperimento, si ricredette sulle sue folli teorie e descrisse la pedofilia come “disturbo sessuale”.
Terminiamo questo viaggio nella traviazione umana in Francia.
Nel 1977 gli intellettuali René Scherer, Guy Hocquenghem (entrambi omosessuali) e Gabriel Metzneff (noto per aver descritto apertamente e crudamente le sue esperienze di turismo sessuale pedofilo nei suoi scritti cartacei e online) lanciarono campagne per abbassare l’età del consenso per i rapporti sessuali tra adulti e minori.
Furono sostenuti da diversi grandi intellettuali della Sinistra Francese come il gay Michel Foucault, ma anche dagli eterosessuali Jean-Paul Sartre, Gilles Deluze e Jacques Derrida.
A dimostrazione che l’amore per la perversione non era certo un’esclusiva Arcobaleno.
Anche il nostro Paese, pur non avendo avuto mai (ringraziando Dio) veri gruppi pro-pedofilia, ha visto alcuni alfieri del pensiero gay, prendere lo stendardo della lotta pro-pedofila: si pensi per esempio a Mario Mieli e alle sue agghiaccianti dichiarazioni nel suo “Elementi di Critica Omosessuali” o le rivoltanti dichiarazioni pro-pedo del poeta Aldo Busi, tra le altre cose accanito Ateo Anti-Clericale.
Termino con un dato inquietante, ma doveroso per noi che navighiamo le acque di questa epoca: l’attivismo pro-pedo con lo stabilizzarsi della Rivoluzione Sessuale è certamente diventato meno vocale e meno pubblico, ma anche più pericoloso e subdolo.
Come? Attraverso la rete.
Già nel 2009 erano stati contati ben 64 siti web pro-pedo in ben 15 lingue diverse.
Dobbiamo essere coscienti anche di questo nell’epoca della Disgregazione e dell’Immoralità elevata a idolo: tra di noi c’è, non solo chi coltiva queste orrende traviazioni nel suo cuore… Ma persino chi lotta per renderle accettate e lecite.
Ed è nostro preciso dovere sapere di queste realtà e schiacciarle con tutto l’ardore possibile.
Sento di dover concludere con una magari banale, ma doverosa precisazione: parlando dei legami tra mondo LGBT e istanze pro-pedofilia, non ho mai voluto intendere che il mondo omosessuale approvi o sostenga questi orrori.
È bene sapere che la maggior parte del mondo LGBT ha respinto con decisione queste frange estremistiche e deviate.
Ma il fatto che le porzioni di mondo omosessuale affratellatesi con l’ideologia Pro-Pedo siano minoritarie… Non vuol dire che esse non esistano.
E la comunità LGBT farebbe bene a smettere di pontificare sui peccati altrui (vedi la pedofilia ecclesiastica) e cominciasse a vedere se anche nel suo frutteto vi sono mele marce.
E agire di conseguenza.
Si ringrazia il Megafono Cattolico per la pubblicazione
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Sono rimasto basito nel leggere questo articolo che mi ha permesso di essere messo a conoscenza di tale aberrazione. Un sentito grazie anche per la documentata particolarità.