Il Cabaret de l’Enfer riapre i battenti: non parliamo del locale dalla storica facciata decorata, gioiello della Belle Epoque, ma una bolgia infernale a cielo aperto.
Nessuna maschera demoniaca che inviti gli astanti ad entrare o note d’arpa che accompagnino ad oltrepassare la bocca del diavolo, la celeberrima porta decorata; la Ville Lumiere è la nuova Babilonia, in cui tutto il peggio dell’umanità si stringe nel vizio, nell’ignominia del reato peggiore.
La bella vita parigina
Alla Festa della musica, un rendez vous parigino, tipicamente estivo, tra decine di migliaia di persone, un humus disumano è cresciuto e ha proliferato. Sono tornate le vigliacche punture selvagge tra la folla e le conseguenti violenze sessuali su donne e ragazzine minorenni.
Non un caso isolato, ma un atto ripetuto, un reato reiterato. Diversi episodi di violenza sessuale, nonostante un’ingente dispiegamento di Forze dell’ordine, hanno sprofondato la capitale francese in un caotico e vergognoso disordine urbano, minimizzato con nonchalance dal Ministero dell’Interno.
La novella babilonia
Parigi come Babilonia la grande è caduta – e non oggi – ed è diventata covo di demoni, carcere di ogni spirito immondo,
carcere d’ogni uccello impuro e aborrito e carcere di ogni bestia immonda e aborrita…
L’Apocalisse è alle porte?
Cristian Borghetti
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