Un doppio standard intollerabile
Il Regno Unito si riscopre, ancora una volta, l’epicentro di un’ortodossia progressista che viaggia a velocità decisamente alterne. Mentre le strade britanniche sono infiammate dalle durissime e crescenti proteste contro il radicato comportamento razzista della polizia — uno squarcio istituzionale scoperchiato in tutta la sua gravità dal recente processo per la tragica morte di Henry Nowak — una nuova e paradossale sentenza si abbatte sulla già precaria reputazione delle forze dell’ordine di Keir Starmer. Questa volta lo scenario non è il pattugliamento stradale, bensì un’aula di formazione obbligatoria sulla diversità della North Yorkshire Police, trasformata per l’occasione in una surreale aula di indottrinamento ideologico unilaterale.
La vicenda riguarda Luke Salmons, un ex agente di supporto della comunità e di fede cristiana, rimasto stritolato in un meccanismo sanzionatorio grottesco. Durante un corso pubblicizzato come uno “spazio sicuro” destinato a favorire domande complesse, l’agente ha osato prendere alla lettera l’invito dei formatori esterni. Di fronte a un mantra ripetuto in modo ossessivo, Salmons ha posto con totale rispetto e serenità alcune domande sull’Islam e sulla complessa situazione a Gaza a un sergente musulmano. Il confronto, inizialmente gradito dallo stesso interlocutore, ha invece scatenato una fulminea persecuzione interna da parte dell’apparato burocratico della polizia. L’agente è stato immediatamente sospeso, spiato dai colleghi nei suoi cassetti privati, accusato ingiustamente di omofobia e infine spinto alle dimissioni, con tanto di formale radiazione a vita per non essersi allineato ai dogmi vigenti.
Il cortocircuito della dottrina woke
Questo caso mette a nudo l’incongruenza strutturale della predicata “inclusività e tolleranza” d’oltremanica. L’apparato poliziesco ha dimostrato di adottare due pesi e due misure macroscopici: da un lato si persegue un’accoglienza dogmatica e acritica verso determinate fedi e ideologie, mentre dall’altro si esercita una rigida e feroce ostilità verso le radici e i valori cristiani ortodossi, arrivando a censurare persino i versetti biblici nella rete intranet aziendale. La parziale riabilitazione di Salmons, giunta grazie a un accordo riservato e al dietrofront del Capo della Polizia Tim Forber dopo il ricorso al Christian Legal Centre, non cancella la gravità di una struttura che preferisce inquisire il pensiero interno piuttosto che garantire la neutralità istituzionale.
Gli effetti potenziali di questo cortocircuito sulla politica woke e sulle istituzioni occidentali sono dirompenti. Quando le forze dell’ordine smettono di perseguire i reati reali per concentrarsi sulla caccia al “pensiero proibito” dei propri dipendenti, si mina la base stessa della convivenza. Questo progressismo escludente non fa che alimentare il risentimento di una popolazione che vede i propri diritti fondamentali sacrificati sull’altare di un’agenda politica globalista. Di fronte a una polizia che discrimina i cristiani mentre tenta goffamente di ripulirsi l’immagine dai propri scandali di intolleranza interna, il cortocircuito è ormai completo. Viene spontaneo, dunque, rivolgersi alla casta immigrazionista e radical-chic che guida la nazione, prendendo in prestito le immortali parole pronunciate da Marco Tullio Cicerone contro Catilina: “Fino a quando, di grazia, abuserete della nostra pazienza?”. Il popolo inglese si sta stancando di questo intollerante teatro dell’assurdo.
Guy Fawkes
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