Il nuovo requisito per il passo carraio
Mi dichiaro antifascista. Che sollievo. Ringrazio il sindaco di Verona, l’ex calciatore Damiano Tommasi, assai democratico (con e senza maiuscola) per averla pensata giusta: ha deciso che per ottenere un passo carraio nella città di Giulietta, oltre alla tassa relativa, i richiedenti firmino una dichiarazione di antifascismo. Pur non abitando a Verona e non avendo necessità di un passo carrabile, intendo presentare e sottoscrivere l’istanza. Finalmente sarò al riparo da attacchi, sospetti, maldicenze. La mia città, Genova, ha anticipato da anni il primo cittadino scaligero, pretendendo, per le associazioni che utilizzano spazi civici per eventi e attività, un’analoga autocertificazione con una mano sul cuore e l’altra sul portafogli. Orgoglio della Superba, perbacco.
L’antifascismo come categoria del bene
L’antifascismo è oggi un concetto vuoto, simile a chi si dichiarasse pro o contro Napoleone Bonaparte. Tutto ciò che non piace alla gente che si piace è ipso facto chiamato fascismo, categoria eterna del Male. Dunque il bene è antifascista: è la proprietà transitiva, parola di Aristotele. Non conta alcuna riflessione sul fascismo storico, sulla sua inesistenza nel presente e qualunque altra obiezione. Se lorsignori assicurano che ogni male è automaticamente fascista, bisogna schierarsi dalla parte del bene. A che serve ricordare che l’obbligo di antifascismo non è previsto da alcuna legge? Tanto vale, a Verona e altrove, firmare quello che fa piacere al potere. È un po’ come l’autorizzazione all’uso dei dati personali o l’accettazione dei cookies: sono le nuove dogane immateriali postmoderne.
Il lasciapassare della buona società
Dichiararsi antifascisti permette di entrare nella buona società e diventare cittadini modello della democrazia. Una bella comodità: libera dal peso di elaborate premesse e consente perfino di assumere posizioni non del tutto ortodosse. È un ombrello protettivo, un lasciapassare universale. Dal momento della firma riacquistiamo la nostra libertà, conculcata dall’ombra del sospetto di essere loschi figuri “No–Antifa”. Propongo che venga fornita una spilletta da esibire sul risvolto degli abiti, giusto per tranquillizzare l’OVRA (Opera Volontaria Repressione Anti-antifascista). Dichiaratomi antifascista, posso finalmente dire ciò che è pericoloso senza il certificato. Ad esempio che l’esclusione di Erri De Luca da un festival per le sue posizioni filo-sioniste è, a stretto rigore, un atto fascista, poiché punisce la libertà di pensiero discriminando su base ideologica.
Il patentino universale e il “Green Pass” civile
L’antifascismo abilita perfino a comportarsi come gli esecrati nemici: chiudere la bocca all’avversario e negargli dignità personale in quanto fascista a giudizio insindacabile del collettivo, riunito nelle redazioni o nelle università. L’antifascismo è il patentino universale, il green pass del buon cittadino. O ce l’hai e campi tranquillo o sei un reprobo. Ricordate la tessera del Partito Nazionale Fascista? Bisognava averla o erano guai. Ai suoi tempi Leo Longanesi avvertiva che in Italia esistono due tipi di fascisti: quelli propriamente detti e gli antifascisti. Forse davvero il morto regime è il ritratto di famiglia del nostro popolo. Dunque va estirpata ogni traccia del “Male Assoluto” (parola di Gianfranco Fini che se ne intende) e pretesa la dichiarazione.
Sottomissione e Impero del Bene
Se la dichiarazione diventa un obbligo, il dazio da pagare alla dogana democratica è giustificato chi firma controvoglia. Non accettiamo forse clausole contrattuali capestro con banche e assicurazioni? Firmiamo lo stampato e tiriamo avanti; magari ci serve il passo carraio. Tanto il potere, di qualunque ideologia si travesta, pretende sempre obbedienza. Magari con il certificato in bella vista potremo assentarci dalle manifestazioni del 25 aprile o cambiare canale all’omelia del Presidente, protetti dall’ombrello arcobaleno. Facciamo contento il sindaco Tommasi e l’ANPI. Il potere di ieri imponeva sottomissione; quello di oggi pretende anche l’applauso e l’adesione convinta in forma scritta. Ne ha diritto: è l’Impero del Bene. Antifascista, naturalmente.
Roberto Pecchioli
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:








































































