A Ceriale, nel Savonese, nella notte tra venerdì e sabato ha avuto luogo un incidente. A rendersi protagonista è stata la collisione tra una Fiat 500 che ha impattato contro un motorino sul quale viaggiavano due ragazze:
Sofia Barbieri, 23enne, impiegata presso un CAF e figlia dell’Assessora Comunale ai servizi sociali nel Savonese Barbara De Stefano, e l’amica Elena B. La violenza dell’impatto è costato la vita alla 23enne Sofia, e l’amputazione del piede all’amica Elena, che dopo lunghe ore sottoposta ad un intervento chirurgico si trova attualmente in fase di rianimazione. La prognosi, resta riservata.
La 19enne al volante della Fiat 500, si è fermata dopo l’impatto ed è stata sottoposta a test di alcol e sostanze stupefacenti,che hanno dato esito negativo, tra i passeggeri a bordo, c’era anche un amico marocchino, se nonché, il fautore di quello che sta a distanza di giorni, diventando un caso politico e sociale.
I video contestati
Dopo lo scontro, dopo l’arrivo dei soccorsi, si è reso protagonista della registrazione di video (poi pubblicati) che hanno fatto il giro del web, nei quali derideva l’accaduto in evidente stato alcolemico, e affermava in piena disinvoltura: “«Porca… ve lo giuro, questa è morta. Abbiamo rotto tutto stanotte, bro. Per un mese niente lavoro, fratello, tentato omicidio ci hanno fatto…».
Il ragazzo, dopo aver pubblicato questi video che hanno sconvolto il web, ed aver ricevuto minacce di morte, non solo ha chiamato le forze dell’ordine per una folla che si era radunata presso la sua abitazione per dargli una lezione, ma ha anche pubblicato un video dall’aeroporto in cui, diretto per il Marocco, faceva riferimento al generale Vannacci e al tema della Remigrazione, deridendo l’Italia e gli Italiani, e affermando dunque: “Mi sa che il mio piano di fare bella vita felice in Italia è fallito. Tutta Italia ci odia, remigrazione”.
Il nostro comune augurio, è che “risorse” di questo genere, se ne ritornino al proprio paese con il piano che la Remigrazione prevede, non durante, e nemmeno dopo che si consumino tragedie di questa portata, che oltre a creargli una notorietà, seppur negativa, ma comunque una notorietà, danno loro anche occasione di farla franca e compiere l’ennesimo atto di derisione nei confronti di uno stato come il nostro che non ha ancora evidentemente compreso quanto la loro integrazione in una società come la nostra possa essere deleteria.
In chiusura, una preghiera per la giovane vittima Sofia e per la sua famiglia, e per l’auspicata guarigione dell’amica Elena.
Manuel Zavaglia
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