Accudito da anni dai residenti, il gatto di quartiere è morto dopo un disperato intervento chirurgico. Le guardie zoofile dell’OIPA lanciano un appello ai testimoni: “Chi sa qualcosa parli”.
Ancora un episodio di inaudita violenza contro gli animali scuote Roma. Questa volta a essere vittima di un gesto tanto crudele quanto incomprensibile è stato Pongo, un gatto di quartiere conosciuto e amato dagli abitanti del Trullo, che da anni si prendevano cura di lui come di un membro della comunità.
Pur essendo un gatto libero, Pongo non era solo. Ogni giorno trovava cibo, acqua e attenzioni grazie ai residenti, che lo avevano adottato simbolicamente e ne seguivano le condizioni di salute. La sua presenza era ormai parte della quotidianità del quartiere. Per questo la notizia della sua morte ha lasciato sgomenti decine di persone.
Colpito da diversi pallini: inutili i tentativi di salvarlo
La tragedia si è consumata in via Cecina, dove il gatto è stato trovato agonizzante, disteso sull’asfalto in una pozza di sangue. Chi lo ha soccorso ha immediatamente compreso la gravità delle sue condizioni e lo ha trasportato d’urgenza in una clinica veterinaria, nella speranza che potesse essere salvato.
I veterinari lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico, durante il quale sono stati rimossi tre pallini metallici dal suo corpo. Le lesioni provocate dagli spari, però, avevano già compromesso gravemente gli organi interni. Nonostante il lungo lavoro dell’équipe medica per contenere le emorragie e stabilizzare il paziente, Pongo non ce l’ha fatta.
La sua morte ha suscitato profondo dolore tra quanti lo conoscevano e si erano affezionati a lui, trasformando un gatto di colonia in un simbolo della solidarietà e dell’amore per gli animali nel quartiere.
L’OIPA: “Un atto di violenza che non può restare impunito”
Sul caso sono immediatamente intervenute le guardie zoofile dell’OIPA Lazio, che hanno seguito la vicenda fin dai primi momenti, sostenendo anche le spese veterinarie e avviando gli accertamenti necessari per ricostruire quanto accaduto.
L’associazione ha condannato con fermezza l’uccisione del gatto, ricordando come simili episodi non possano essere liquidati come semplici bravate, ma rappresentino autentici atti di violenza nei confronti di esseri indifesi.
Parallelamente è stato rivolto un appello a tutti i residenti della zona. Chiunque abbia notato movimenti sospetti o sia in possesso di informazioni utili è invitato a contattare le autorità competenti. Anche una testimonianza apparentemente marginale potrebbe rivelarsi determinante per risalire all’autore del gesto.
Un episodio che riaccende il dibattito sulla tutela degli animali
La morte di Pongo riporta al centro dell’attenzione il tema della tutela degli animali e della necessità di contrastare con decisione ogni forma di maltrattamento. Episodi di questo tipo non colpiscono soltanto la vittima, ma feriscono un’intera comunità che aveva fatto di quel gatto un punto di riferimento e un simbolo di convivenza.
Ora l’auspicio è che le indagini permettano di individuare il responsabile e di assicurarlo alla giustizia. Per Pongo non sarà possibile tornare indietro, ma fare luce su quanto accaduto rappresenterebbe un segnale importante contro una violenza che non può e non deve essere tollerata.
Valerio Arenare
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:










































































