Mi è capitato a volte di avere discussioni con amici e conoscenti di idee anarchiche su tematiche spirituali e politiche.
Come spesso accade (anche perché è una constatazione di realtà) io facevo notare loro che l’Anarchismo in due secoli e mezzo buoni non è MAI riuscito a creare delle solide società anarchiche, restando “De Facto” niente di più di una affascinante ma utopica teoria politica, buona per gli adolescenti e gli eterni “Bastian Contrario”.
A questo punto il nostro amico anarchico citerà una serie di vicende storiche anarchiche o anarcoidi (tutte assai effimere e conclusesi in disastro) in cui la società avrebbe assaporato il sapore della “vera libertà della società senza Stato e senza Potere”.
La più venerata reliquia per i devoti di Bakunin, potete giocarvici le scarpe, sarà sempre la stessa: lo Stato Insurrezionale Ucraino sorto durante la Guerra Civile Russa.
Nestor Makhno
Anche chiamato Makhnovščyna (dal nome del suo fondatore Nestor Makhno) durò ADDIRITTURA tre anni, dal 1918 al 1921.
E in quei 3 anni i poveri illeterati contadini ucraini sotto la bandiera nera dell’Anarchia vissero in pace e libertà, padroni del proprio lavoro e finalmente tutelati nei loro diritti.
O almeno questa è la romantica versione della vulgata mito-anarchista dei circoli intellettuali di certa Sinistra che gioca a fare l’Insurrezionale e la Paladina del Popolo…mentre magari ha l’appartamento ai Parioli e guarda con disprezzo al popolano che si azzarda a votare anche solo Centro-Destra.
Oggi, come al solito, demoliremo qualche altarino e ci orienteremo a raccontare la verità, lasciando il mito da parte.
Per prima cosa quella entità anarchica non duro nemmeno tre anni, ma arrivò appena a 2 anni e 9 mesi.
E questo fu possibile non certo grazie alla straordinarietà delle idee anarchiste incarnatesi in prassi, ma alla costante instabilità politica che attraversava quella zona durante quel grande carnaio che fu la Guerra Civile Russa.
Nel continuo scontrarsi e avvicendarsi delle forze Contro-Rivoluzionarie, Bolsceviche e Anarchiste, i seguaci di Makhno mantennero controllo su quei territori dell’Ucraina Orientale totalmente “a macchia di leopardo” sia dal punto di vista spaziale che da quello temporale.
Quindi un esperimento durato per poco tempo, in modo incostante nel tempo e su una porzione di territorio molto indefinita.
Una continua carestia
Passiamo ora a misurare i risultati economici ottenuti dall’esperimento Makhnovista, andando a vedere se l’Anarchismo dimostrò di essere realmente capace di garantire benessere e prosperità alle persone che vissero sotto la sua bandiera.
La prima cosa che bisogna sottolineare è che la Makhnovščyna avrebbe dovuto basare il suo sistema sul lavoro agricolo autogestito…e non fu così.
La produzione agricola nei territori anarchici infatti fu sempre assai instabile a causa della guerra e dei continui reclutamenti di giovani contadini maschi per essere arruolati al servizio dello sforzo bellico rivoluzionario.
L’economia machnovista fu di fatto sempre subordinata alle istanze militari.
L’entità insurrezionale non riuscì mai a dotarsi di un sistema monetario vero e proprio, sopravvivendo sul baratto e sulle requisizioni forzate di beni da parte degli uomini di Makhno.
Essa mancava di burocrazia efficiente e di un coordinamento disciplinatorio uniforme, mostrando sempre una profonda instabilità e spesso una violenza sociale latente difficile da arginare.
Appare insomma evidente che quel contesto anarchico rural-rivoluzionario poté emergere nel contesto instabile della Guerra Civile, ma non avrebbe mai potuto perpetuarsi a lungo termine.
Fin qui il regime Makhnovista appare scarsa nelle statistiche, debole economicamente…ma almeno avrà garantiro pace e libertà democratica ai poveri contadini che vivevano sotto di lei, giusto?
La solita macchina repressiva sovietica
Sbagliato. Il breve dominio delle bandiere nere in quella zona di Ucraina furono segnate da fucilazioni sommarie di sospetti reazionari, stragi di prigionieri, repressioni molto dure contro gli oppositori politici e un sistema di sostentamento economico basato sulla confisca di viveri e altri beni dei soldati anarchici ai contadini.
Venne posta un’enfasi carismatica assolutamente esagerata sulla figura del leader del movimento Nestor Makhno (al punto da dare allo “stato” il suo nome).
Tra spietati tribunali rivoluzionari, controspionaggi e le assemblee “libertarie” che venivano garantite solo grazie alla forza dell’esercito, molti studiosi definirono la Makhnovščyna “più una dittatura militare contadina che una vera società anarchica.”
L’odio anticristiano
Senza contare le ovvie persecuzioni settarie Anti-Cristiane tipiche di ogni buon movimento democratico e libertario.
Come il Massacro di Eichenfeld compiuto a Novembre 1919 dai militanti anarchici contro la comunità mennonita ucraina.
Essendo i mennoniti devotamente religiosi, generalmente prosperosi e di origine tedesca (era appena finita la Grande Guerra e l’Ucraina aveva ancora ben vivo l’orrore delle soldataglie del Kaiser che marciavano verso Oriente) finirono nel mirino dei ribelli.
In due giorni ben 136 persone furono uccise.
I pogrom
Anche la chiesa Ortodossa (e in misura minore la Chiesa Cattolica Orientale) subirono requisizioni forzate di proprietà ecclesiastiche, profanazioni di chiese trasformate in magazzini e caserme e molti sacerdoti furono arrestati e giustiziati come presunti collaborazionisti.
Non solo i Cristiani subirono violenze dal vessillo nero: è stato ipotizzato tra il 2% e il 5% dei tantissimi Pogrom Anti-Ebraici che avvennero nella Guerra Civile Russa furono operati da uomini di Makhno.
Tra i 18 e i 44 Pogrom con un numero imprecisato tra le 1.200 e le 3.000 vittime.
Voglio chiarire: il movimento makhnovista non fu antisemita e lo stesso leader si oppose ai Pogrom…però accaddero.
E questo, come tutto il resto che qui è stato raccontato, non può essere ignorato.
Nel 1921 il regime anarchico fu spazzato via dalla Armate Bolsceviche e quelle martoriate terre passarono dalla Falsa Libertà alla Vera Tirannide.
Mi permetto di congedarmi dai lettori con un grido di ammonimento:”Abbasso l’Anarchia, fantasia infantile e violenta dei popoli!”
Si ringrazia gli amici del Megafono cattolico per la pubblicazione
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