Ricordate l’ebbrezza del 2021? Quell’odore di “soldi gratis” che faceva girare la testa a politici e talk-show? Sembrava Natale, ma con Mario Draghi al posto di Babbo Natale e l’Europa nel ruolo della zia generosa. Peccato che la zia fosse un usuraio con il pallino del Green e noi fossimo i nipoti scemi che firmano cambiali senza guardare il tasso.
Il professor Bagnai, commentando l’articolo di Milano Finanza, ha rispolverato una perla di Giuseppe Gioachino Belli, il poeta che meglio di chiunque altro ha cantato la cinica realtà della Roma papalina:
“La verità è comm’è la cacarella: hai voglia ‘de serrà la chiappa’, alla fine erompe!”
E infatti, dopo anni di “glutei stretti” nel tentativo di nascondere la realtà sotto il tappeto dell’europeismo acritico, la verità erompe: il PNRR non era un regalo. Era un prestito, e pure salato.
Il buffet era gratis, o no?
Oggi, persino la stampa più ortodossa deve ammettere che nel 2026 l’Italia staccherà un assegno da 2,8 miliardi di euro solo per coprire gli interessi. Per dare una misura del disastro, parliamo di una cifra quasi identica a quella servita per sforbiciare l’aliquota IRPEF dal 35% al 33%.
In pratica, stiamo regalando a Bruxelles una riforma fiscale all’anno in cambio del privilegio di aver sprecato quei fondi in piste ciclabili nel nulla per salvare il pianeta pedalando tra i campi di mais, in digitalizzazioni della polvere in uffici pubblici che ancora faticano con la PEC, o nel restyling di stadi spacciati per “centri di resilienza” mentre le scuole perdono i pezzi.
La sindrome del 110%
Il meccanismo è lo stesso del Superbonus: l’illusione che “paga lo Stato” (o l’Europa) ha generato un’orgia di spesa compulsiva e approssimativa. Abbiamo accettato 122 miliardi di prestiti (il 64% del totale) con la stessa leggerezza di chi compra un SUV a rate senza avere i soldi per il diesel. Solo che qui il “diesel” è la produttività, che è ferma al palo mentre i tassi BCE banchettano sui nostri bilanci.
L’eredità dei “Migliori”
Bagnai oggi gongola con l’ironia di chi l’aveva detto, anche se il suo partito era lì a reggere il sacco (o almeno a guardare mentre Draghi lo riempiva di pietre). La verità è che la sudditanza psicologica verso l’Europa ci ha consegnato un futuro ipotecato.
Nel 2027 il conto salirà a 3,4 miliardi. Mentre l’economia reale arranca dietro ai sogni ideologici di una classe dirigente che scambia i desideri per Pil, noi paghiamo il biglietto di una festa a cui non siamo mai stati invitati veramente.
Godetevi il PNRR: è il prestito più costoso della storia che vi hanno spacciato per una vincita al Superenalotto.
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