Ferrara ci siamo. Tra poche settimane si chiuderà la campagna di iniziativa popolare sulla Remigrazione. Dopo il clamoroso successo (quorum raggiunto in un giorno) ci sono state decine di iniziative in tutta Italia. Facciamo un bilancio di come è andata?
È andata molto bene. Al netto della magnitudo di firme raccolte secondo me sono due i dati fondamentali sui quali dovremo riflettere nei prossimi mesi: il primo è che è possibile mobilitare l’opinione pubblica su dei temi percepiti come sensibili e vicini all’uomo comune e dall’altro che si è creata una struttura a livello nazionale capace di gestire a livello locale e nazionale lo sforzo organizzativo dei vari eventi.
Eventi non sempre facili perché ci sono state numerose contestazioni e situazioni particolari da dover gestire in piazza.
Sensazioni sulla manifestazione di Roma?
Sabato 13 Giugno alle ore 15.00 partiremo da Piazza della Libertà a Roma per un corteo che si snoderà per il centro della capitale.
Teniamo particolarmente a questa giornata perché simbolicamente sarà il momento in cui porteremo la voce delle centinaia di migliaia di firme raccolte.
La prima volta ci hanno cacciati dal parlamento con modalità mafiose, adesso ci torniamo forti del consenso popolare e voglio vedere se qualcuno avrà il coraggio di negarci il sacrosanto diritto di dire la nostra.
Invito tutti a fare il necessario per essere presenti il prossimo Sabato. E’ importante raggiungere una partecipazione ampia per dare un messaggio forte e chiaro alle istituzioni. Portate la famiglia a manifestare senza problemi perchè il servizio d’ordine saprà gestire ogni genere di problema e soprattutto portate un tricolore da sventolare in faccia ai mafiosi antifascisti che hanno cercato in ogni modo di sabotarci.
Che prospettive ci sono per il futuro del Comitato?
È presto per dirlo ma per citare Gandalf – si sono messe in moto cose che non possono più essere disfatte. Aver lavorato insieme per tanti mesi con le altre comunità ha prodotto una saldatura dei rapporti e soprattutto creata una rete di relazioni sul territorio.
Questo è un patrimonio che nessuno vuole gettare alle ortiche. Cosa accadrà dopo dipende anche dal contesto generale, abbiamo un po’ di idee sul tavolo ma è presto per parlarne.










































































