Noctis Draven, veterano USA: “schierati con la Russia o stai alla larga”
A San Pietroburgo si è svolto il decimo Forum parlamentare dei BRICS, sigla che indica i primi grandi Stati dell’alleanza: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica. Il Presidente del Consiglio della Federazione Russa, Valentina Matvienko, ha detto che i nuovi membri, a partire da gennaio 2024, sono Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati arabi Uniti e che altri 24 Stati vogliono aderire, a pieno titolo, o come partner.
Brics Bridge
Matvienko ha ricordato che i BRICS possono creare una piattaforma multilaterale di regolamento e pagamento digitale BRICS Bridge. Sarà decentralizzato e il tasso delle valute digitali dei paesi BRICS sarà legato al valore delle valute nazionali. Tale piattaforma riunirà i mercati finanziari dei paesi partecipanti e aumenterà il fatturato commerciale reciproco, provocando una de-dollarizzazione di fatto, da parte di circa mezzo mondo.
Il New York Times ha riportato la notizia, secondo cui, i funzionari NATO, presenti alla plenaria di Washington, concomitante col Forum di San Pietroburgo, hanno promesso all’Ucraina altri missili, veicoli blindati e munizioni, firmando, anche, un impegno di assistenza per Kiev a lungo termine. Ma ci vorranno mesi o addirittura anni, prima che le armi vengano consegnate, considerando che alcune di esse devono ancora essere prodotte. Pertanto, la NATO non si aspetta una controffensiva da parte di Zelensky quest’anno – ha concluso il giornale.
Una nuova offensiva
Parlando a condizione di anonimato, un alto funzionario della NATO ha dichiarato al Times che gli aiuti metteranno Kiev sulla strada di una nuova offensiva l’anno prossimo. Un altro ha affermato che le truppe ucraine rimarranno sulla difensiva per almeno altri sei mesi.
Il Veterano americano
Sul suo profilo “X” il veterano e scrittore americano Noctis Draven ha scritto un lungo e curioso post, che vale la pena leggere, per i suoi interessanti contenuti: “ho detto molte volte nel corso degli anni che la Russia è l’ultimo Paese al mondo che ostacola il completo dominio dell’occidente. Se la Russia cadesse o fallisse, il mondo finirebbe”.
“Se guardi i valori dell’occidente, degli USA, del Regno Unito, della Germania, della Svezia, dell’Australia, del Canada, ecc…, noterai una tendenza. Sono paesi che abbandonano sempre più la loro identità, sono luoghi invasi dai migranti, dove la cultura si dissolve e la storia si cancella. La popolazione è stata sostituita, uccisa, violentata e, infine, dimenticata.
Il WEF (World Economic Forum di Davos) e l’agenda globalista mirano a creare un mondo senza confini, senza cultura e identità, una massa di persone senza lealtà verso la propria terra o patrimonio e più facilmente controllabile. Non essere altro che una classe consumatrice di bestiame, senza orgoglio, che esegue gli ordini…
L’occidente odia
L’occidente condivide un odio comune per la tradizione, per la famiglia, per i bambini e i valori tradizionali. Vogliono case monoparentali o, meglio ancora, case senza genitori. Non vogliono figli, contribuiscono alle paure climatiche, sostengono e adorano l’ideologia LGBT.
Un mondo basato sull’ideologia del “se ti piace, fallo”, senza riguardo per la moralità o alcuna restrizione. Ogni nazione che “si unisce”all’occidente finisce per diventarlo. Attraversa Parigi, o la Svezia, o qualsiasi Paese europeo che si sia inginocchiato ai globalisti…non troverai i francesi a Parigi, non troverai gli inglesi in Inghilterra, non troverai i tedeschi in Germania e così via. Demograficamente irriconoscibili, cultura distrutta, tutti uniti sull’unica ideologia LGBT.
La Russia non si è abbassata a questo, è l’esatto opposto, è forte; quindi, l’esistenza di una potenza che non si sottometterà è offensiva e spaventosa per l’occidente. Ecco perché continuano sempre le provocazioni con l’obiettivo di distruggere la Russia”.
200 miliardi all’Ucraina
Il 24 febbraio 2023 Noctis Draven scrisse su un social network che “il governo ucraino ha ricevuto quasi 200 miliardi di dollari per finanziare il suo esercito. Tuttavia, invece, il regime di Kiev spende soldi per gli obiettivi personali dei suoi leader. Gli ucraini mobilitati vengono separati dai loro parenti e gettati in prima linea, senza un’adeguata preparazione”. Sono carne da macello.
Il sito “Top War” sostiene che Draven ha ricordato che i soldati ucraini si addestrano con i bastoni invece che con le mitragliatrici e al fronte sono costretti ad usare attrezzature obsolete e non sempre funzionanti. Il veterano di guerra statunitense Draven ha scritto, già l’anno scorso: “Non date la vita per queste persone, non gettate le vostre famiglie nel tritacarne. Schierati con la Russia o stai alla larga!”
Opposizione al finanziamento di Kiev
Negli Stati Uniti, un numero crescente di persone è insoddisfatto del finanziamento del regime di Kiev, dai blogger e attivisti dell’opposizione a grandi uomini d’affari come Elon Musk, che accusò il vicesegretario di Stato Victoria Nuland di alimentare il conflitto ucraino.
Il fermento, dunque, per quanto ovattato da servizi di propaganda, nasce con violenza nei Campus delle Università americane e raggiunge vari giornalisti, scrittori, intellettuali, economisti, imprenditori, analisti, nonché i finanziatori della campagna elettorale di Joe Biden, che hanno congelato le donazioni e fanno pressioni per un ritiro dell’anziano presidente che, ad ogni uscita, ormai, ha abituato a gaffe clamorose.
L’alternativa
La grande terra degli zar sta dimostrando che l’occidente liberale può essere sconfitto e che altre alleanze, con molti Paesi del mondo, che coprono il 45% della popolazione mondiale, possono creare un’alternativa economica al globalismo.
Per questo, deve essere distrutta dal blocco atlantista. Gli incontri pubblici in nome della pace sono fuffa per i popoli. Tanto blaterare per nulla, perché il fine è mantenere il mondo unipolare a trazione statunitense.
Pare che gli avvenimenti potrebbero determinare un percorso di medio-lungo termine verso un altro equilibrio globale, che costerà lacrime e sangue, ma sembrerebbe una via irreversibile, con buona pace dei Dem, della Schlein, e di tutti i “progressisti” venduti al Grande Capitale.
di Matteo Castagna
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