Un’imposizione della modernità
Spesso abbiamo ascoltato con una certa noia la solita massima secondo cui votare sarebbe un dovere imprescindibile. È giunto il momento di rispondere a questa impostazione, frutto della devozione alla modernità e di tutto ciò che essa propone come semplice distrazione. Negli anni Settanta, uno slogan accompagnava con passione tanti giovani legati all’Idea negli ambienti della destra extraparlamentare: “Il popolo non vota, lotta”. Nulla risulta oggi più attuale e sacrosanto di questo richiamo.
La trappola della politica istituzionale
Votare può apparire una scelta coerente, una forma di schieramento per non presentarsi ignavi di fronte a una morale che richiede compattezza in tempi duri. Ci si deve chiedere, tuttavia, se questa prassi conservi ancora valore in una situazione che si dimostra precaria a tempo indeterminato. Le esortazioni al voto provenienti da chi ricopre cariche nei partiti istituzionali finiscono per condurre al suicidio politico. Esse mettono in discussione la statura morale di chi induce il cittadino medio a riporre l’ennesima ed ingenua fiducia nel prossimo mandato del governo fantoccio di turno.
La spaccatura tra istituzione ed extraparlamentarismo
Affermazioni di questa portata tracciano una linea spartiacque invalicabile tra la politica di palazzo e quella extraparlamentare, la quale faticherà sempre più a trovare un punto di contatto o un compromesso con il sistema. Quando si tratta del destino della Nazione, e in questo caso dell’Italia, non esistono poste in gioco tali da giustificare il sacrificio della sua maestosità imperiale. Di conseguenza, cadere nella retorica dei pronostici o delle scommesse su quale casacca saprà ascoltare meglio le esigenze del popolo rappresenta un esercizio del tutto velleitario.
Restare saldi nell’Esempio
Noi, spinti da un romanticismo d’altri tempi e consapevoli che il vento della fortuna muta di continuo, restiamo saldi nella continuazione delle nostre battaglie. Non ci pieghiamo alle logiche dell’opportunismo né alla rassegnazione del teatrino elettorale. Se per la società contemporanea votare è considerato un dovere formale, per noi Essere Esempio rimane un imperativo supremo e un obbligo morale.
Manuel Zavaglia
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:









































































