Mentre nel bel paese si coccolano gli imam radicali, si toglie il crocefisso dalle scuole in nome dell’inclusione, si snatura la nostra millenaria cultura, si svuotano i nostri usi e costumi per non offendere le altre religioni; 380 milioni di cristiani ogni giorno corrono il rischio di essere perseguitati per la loro fede.
Parliamo di un cristiano su sette a livello globale.
È quanto emerge dalla World Watch List (WWL), un rapporto sulla condizione dei cristiani nel mondo pubblicato ogni anno nel mese di gennaio da Open Doors, l’associazione internazionale impegnata sostenere i cristiani in difficoltà nel mondo.
L’edizione 2025 della WWL riguarda il 2024, per la precisione il periodo che va dal 1° ottobre 2023 al 30 settembre 2024.
I numeri del fenomeno
Il rapporto che prende in esame il periodo dal 1 ottobre 2023 al 30 settembre 2024.
Nei 100 paesi monitorati in quei 12 mesi si evince che 4.476 cristiani sono stati per il solo motivo di professarsi cristiani, 4.744 sono stati arrestati e detenuti arbitrariamente, 28.368 abitazioni e attività economiche di loro proprietà sono state danneggiate o distrutte, 7.679 chiese o strutture religiose sono state attaccate subendo danni irreparabili o sono state costrette a chiudere per ordine delle autorità governative temendo gravi problemi di sicurezza.
Inoltre, sempre secondo Open Doors, chi si professa cristiano nei paesi monitorati, vessazioni, soprusi, discriminazioni, intimidazioni, vari gradi di emarginazione sociale, economica e politica, limitazioni, fino alla negazione, della libertà di culto.
Paese islamici di Africa ed Asia
Sempre secondo questa ricerca, Infatti chi professa la fede cristiana in Somalia, Yemen, Libia, Sudan, Pakistan, Iran, Afghanistan, Arabia Saudita, paesi dichiaratamente mussulmani, subisce una persecuzione estrema, in Nigeria, dove la popolazione è per circa la metà musulmana, si conferma il paese in cui vengono uccisi più cristiani: 3.100 quest’anno, sul totale di 4.476. In questo l’islam è il fattore principale o uno dei fattori determinanti che alimentano odio e intolleranza.
Poi vi il caso emblematico, della Repubblica democratica del Congo dove il 93 per cento della popolazione è cristiana e tuttavia, soprattutto da alcuni anni, i cristiani sono vittime di gruppi islamici di stampo jihadista che li rapisce e uccide e attacca chiese e strutture religiose, con l’indifferenza e l’impotenza del governo
Estremo Oriente
Tutti i residui regimi comunisti vedono nella religione una minaccia e, se pure ammettono la presenza di fedeli, li sottopongono a controlli e a limitazioni nella pratica religiosa.
È quel che succede in Cina; altro grosso paese ove i cristiani non vengono tutelati è L’India, ma il paese ad esercitare il livello di persecuzione più grande è certamente la Corea del Nord dove perfino pregare in privato, a casa propria e possedere libri religiosi è proibito e dove colpevoli di tale pratica vengono puniti con la deportazione in campi di lavoro forzato, dove trovano morte certa.
Quindi, in conclusione quando pensiamo in modo bonario agli extracomunitari che senza alcun diritto calpestano il nostro suol patrio, ricordiamoci dei nostri fratelli di fede, costretti a subire vessazioni di ogni genere dai governi da dove questi “personaggi” provengono e almeno se non ripagandoli della stessa moneta non diamo loro alcun aiuto ed alcun alibi.
Paolo Ornaghi
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