Son saliti a sette i clochard morti a Milano, adesso è toccato ad un uomo di 43 anni, originario del Marocco.
Sotto il cavalcavia Adriano Bacula (zona Ghisolfa) è stato segnalato il cadavere di uomo. Gli agenti della polizia di Stato insieme ai mezzi di emergenza del 118 intervenuti non hanno potuto che constatarne il decesso, infatti secondo i rilievi. il corpo era già in stato avanzato di decomposizione e con tutta probabilità era morto da giorni.
Meglio sotto un ponte
In tutti i casi si trattava di uomini che avevano rifiutato ospitalità nei centri per senza casa, messi a disposizione dal Comune. Una scelta, quella dei cosiddetti «irriducibili» condivisa da un sempre maggior numero di senzatetto in questi ultimi anni, evidentemente i rifugi son sempre più considerati a rischio non idonei e pericolosi anche per persone abituate a vivere di espedienti.
Secondo l’ultimo censimento della fine del 2023 a Milano i clochard sarebbero più di 2000 e di questi più della metà vive per strada, con una rilevanza dello 0,15 per cento, ovvero 1,5 persone ogni 1000 abitanti, dato perfettamente in linea con le altre grandi città europee (Parigi è la città con un percentuale un po’ più alta. seguita da Lisbona e Bruxelles).
Luci e ombre su Milano
In questi giorni dove Milano si è vestita a festa piena di luci e lustrini per l’evento olimpico, mostrando il suo lato imprenditoriale che tanto piace al nostro sindaco, finalmente uscente, vengono fuori tutte le contraddizioni di una città non si riesce a tutelare e dare una vita dignitosa a chi ne ha bisogno, una città che fa della bandiera dell’accoglienza ad ogni costo senza se e senza ma un vanto, ma che poi nella sostanza guarda solo all’apparenza, vantando quartieri chic e snob, che tanto ricordano la Milano da bere degli anni ottanta, lasciando colpevolmente le periferie sole e in un degrado che è li da vedere.
Caro sindaco Beppe Sala, il 2027 è vicino…. A buon intenditore poche parole
Paolo Ornaghi
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