Gianni Alemanno è detenuto da un anno – senza colpa – in un carcere romano.
A Bari, viene sigillata la sede di CasaPound. Alcuni militanti di quel gruppo si sono scontrati con degli avversari politici non meno violenti, ma, solo nel loro caso, le eventuali responsabilità personali diventano collettive, al punto da permettere ai soliti “antifa” di chiedere addirittura lo scioglimento dell’associazione. Di contro, decine di comuni amministrati dal Pd – Bologna in testa – continuano a concedere spazi pubblici e a finanziare organizzazioni criminali mascherate da “centri sociali” che devastano regolarmente le nostre città.
Un esponente dei “centri sociali”, intervistato come si trattasse di un normale esponente politico, non solo rivendica il pestaggio di un poliziotto – anzi, di un “rambo” -, ma annuncia nuove iniziative violente e incita addirittura tutti i suoi accoliti a alzare il livello dello scontro. Nessun magistrato trova il tempo di denunciarlo e farlo arrestare. Di contro, quattro ubriachi, sedicenti di estrema destra, delirando in osteria, parlano di ammazzare la Meloni: arresti in massa e carcere per mesi e mesi.
Militanti di varie formazioni della “destra radicale” si riuniscono per commemorare gli assassinati di Acca Larentia? La Digos fotografa, identifica, trasmette alla Procura, la quale apre un’inchiesta e manda a processo. Reato? Pericolosissimi saluti romani! L’estrema sinistra devasta una città a settimana, accompagnata lungo tutto il percorso dalle forze dell’ordine, spesso pure attaccate dalle “zecche rosse”. Nessun arresto in flagranza – per evitare chissà mai quali situazioni peggiori -, qualche denuncia e qualche arresto, ma solo per poche ore o pochissimi giorni, processi procrastinati fino all’inevitabile prescrizione.
Si potrebbe continuare per ore, per decine di articoli, raccontando come la canaglia della Sinistra, distinta ma non così distante dal Pd, si radichi e infesti i territori urbani, commettendo migliaia di reati, anche gravi e gravissimi, nella sostanziale indifferenza dei sostituti procuratori di quasi tutta Italia.
Per non parlare dei processi storici, quelli su episodi ormai lontanissimi degli “Anni di piombo”, piegati, da alcune Procure della Repubblica, alle esigenze propagandistiche e di riscrittura della storia funzionali al Partito democratico, nel massimo spregio delle regole del Diritto. E senza scordarsi come sono stati trattati, in tribunale, centinaia di italiani che si sono opposti al “green pass” e alla “dittatura sanitaria”.
Per tanto, è superfluo chiedersi se sia opportuno e utile andare a votare al prossimo referendum. Ancor meno interrogarsi sulla scelta da fare.
Il governo Meloni non piace alle formazioni identitarie e veramente patriottiche, ma questa ostilità politica di fondo non rende miope nessuno e tutti sanno che a marzo sarà necessario rafforzare con un deciso Si la richiesta di una magistratura non più e non solo indipendente, ma anche finalmente imparziale.
Forse, la riforma non sarà sufficiente a spazzare via le “toghe rosse”, ma certamente è un passo, magari un po’ malfermo, ma pur sempre in quella direzione.






































































