A Imola sono andati tutti, a sostenere la candidatura di Nicolas Vacchi, A a partire da Galeazzo Bignami, tutti i “mandarini” del Centrodestra locale hanno organizzato, promosso e partecipato a incontri, presentazioni di candidati, eventi di varia natura. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: asfaltati!
Nella più “sportiva” delle competizioni elettorali, dove vince chi arriva prima, superando il 50% dei consensi anche per un solo voto, l’uomo scelto dalla fallimentare classe dirigente bolognese non arriva nemmeno alla metà dei voti necessari a vincere. Anzi, Vacchi non riesce nemmeno a superare il muro del 20%.
A fronte di tanta pochezza – prima e più politica che elettorale -, cosa sbraitano gli uomini e le donne di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e della Lega petroniani? Che contro Matteo Lepore dovrà essere schierato un esponente dei loro partitini, rifuggendo – e non si s il perché – le proposte civiche che si stanno costruendo con molta energia e tanto entusiasmo.
Valentina Castaldini? Elena Ugolini? Stefano Cavedagna? Galeazzo Bignami in prima persona? Una vale l’altro e tutti insieme – si potrebbero accettare scommesse – non raccoglierebbero il 30% dei voti validi, lasciando tranquillo Lepore sul seggio più alto di Palazzo d’Accursio.
Attenzione! Non è che non se ne rendano conto, nel Centrodestra, d’essere assolutamente perdenti. No, non è questo, non sono inconsapevoli o sciocchi. Solo che non gliene frega niente, di vincere, qui a Bologna. Si accontentano, in Fd’I, in FI, in Lega, di occupare tutti gli spazi residui disponibili, costituendo la così detta “opposizione del re”, per garantire vantaggi personali agli eletti, sperando di potersi qualche volta sedere al banchetto, in virtù dell’eventuale posizione nazionale di governo.
Qualcuno oggi, con un occhio anche ai risultati di Faenza, ha parlato degli emiliano-romagnoli come di elettori vittime della Sindrome di Stoccolma, di persone ormai incapaci di scegliere altri, se non i propri aguzzini amministrativi. Troppo facile, troppo stupido, leggere la realtà in questo modo. Che esista uno “zoccolo duro” del Pd che assicura alla Sinistra un consenso importante a prescindere dai risultati è indubbio; ma se l’altra parte dell’elettorato non riconosce al Centrodestra il ruolo di alternativa credibile è perché questo Centrodestra è fatto di persone poco credibili. E perdenti.
Col Campionato appena concluso, il paragone viene quasi naturale: sono 25 anni che il Centrodestra perde e 15 che viene sconfitto in modo rovinoso, ma non si cambia nulla. Società, allenatore, staff, squadra. nessuno viene messo in discussione. Anzi, il “tifo organizzato” – che al Dall’Ara avrebbe già fatto la rivoluzione – è sempre più devoto e ossequente a chi, sconfitta dopo sconfitta, ha reso l’opposizione una vera e propria farsa.
Ben vengano, allora, i Giovanni Favia e i Giorgio Gorza! E c’è da sperare che tutti questi e gli altri civici, capiscano e trovino la forza, insieme, di scoprire le ragioni che dovrebbero portare a un ‘alleanza generale che, prima ancora di sfidare Lepore, imponga al Centrodestra locale un bagno d’umiltà, impnendogli di mettersi al servizio della città, smettendola di usare Bologna come servizio utile alle carriere di qualcuno.
Un anno può essere un tempo misero, ma anche sufficiente, per costruire una visione diversa di Bologna, trasformandola in una proposta vincente. Però, bisogna crederci, bisogna volerlo.







































































Siamo, io, mia moglie e vari amici, assolutamente d’accordo. Siamo anche disponibili a dare un contributo, ma non abbiamo un candidato da proporre. Saremo lieti di valutare eventuali proposte.
Cordialità
GM
sentiamoci, le lascio il mio num di tel 351 8844983
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