La proposta di un ospedale veterinario pubblico e gratuito per anziani, famiglie fragili e cittadini a basso reddito è stata respinta dal Consiglio comunale di Perugia. Una decisione che continua a far discutere, soprattutto dopo che iniziative analoghe stanno prendendo forma in altre città italiane.
La delusione del consigliere FDI
A rilanciare il tema è stata la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Margherita Scoccia, promotrice del progetto. «Potevamo essere i primi ma la sinistra ha bocciato la mia proposta», ha dichiarato commentando le recenti esperienze avviate altrove.
Ma accanto allo scontro politico emerge un altro elemento che merita attenzione: il sostanziale silenzio del mondo animalista locale, mondo animalista che a più riprese direttamente o indirettamente si è dichiarato di sinistra.
Il silenzio delle associazioni
La proposta aveva l’obiettivo di garantire cure veterinarie gratuite agli animali appartenenti a persone economicamente fragili, anziani soli e famiglie in difficoltà. Un’iniziativa che, almeno sulla carta, avrebbe potuto intercettare molte delle battaglie tradizionalmente sostenute dalle associazioni impegnate nella tutela degli animali.
Eppure, dopo la bocciatura del progetto, non risultano prese di posizione pubbliche significative da parte delle principali realtà animaliste del territorio. Nessun comunicato di protesta, nessuna campagna pubblica, nessuna richiesta di ripensamento indirizzata all’amministrazione comunale.
Naturalmente ogni associazione è libera di stabilire le proprie priorità e le proprie modalità di intervento. Tuttavia, il contrasto appare evidente se si considera che il tema riguarda direttamente l’accesso alle cure veterinarie per animali che rischiano di restare senza assistenza a causa delle difficoltà economiche dei proprietari.
Una riflessione sul mondo animalista
La questione solleva quindi un interrogativo legittimo: se una misura di questo tipo fosse stata proposta dalla maggioranza, avrebbe ricevuto la stessa indifferenza?
È una domanda destinata probabilmente a restare senza risposta. Di certo resta il dato politico: una proposta presentata come strumento di welfare animale e sociale è stata respinta, mentre dal mondo associativo che più spesso rivendica la centralità dei diritti degli animali non sono arrivate, almeno pubblicamente, reazioni rilevanti.
Nel dibattito pubblico il silenzio è una scelta. E talvolta finisce per fare notizia quanto una dichiarazione.
Valerio Arenare
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