Vista l’enorme (e indecorosa) gazzarra mediatico-politica che sta generando negli Stati Uniti la fine del lacerante Caso Lindsay Clancy (ormai alle battute finali dopo ben tre anni), reputo necessario prendere posizione e farlo nel modo più autenticamente Cristiano possibile: con misericordia, ma anche con giustizia.
Bisogna innanzitutto spiegare e delineare adeguatamente il caso in questione ai tanti che probabilmente non lo conoscono.
Un orrore
Lindsay Clancy, infermiera ostetrica di Duxbury, Massachussets, era sposata dal 2016 con Patrick Clancy e dal loro matrimonio erano nati tre figli: Cora, Dawson e Callan, nati rispettivamente nel 2017, 2019 e 2022.
Già sofferente di sintomi depressivi post partum dopo le prime due gravidanze, la salute mentale della donna si era definivamente infranta dopo la nascita del piccolo Callan.
Così, il 24 Gennaio 2023, dopo una giornata apparentemente normale e serena trascorsa con la sua famiglia, una volta rimasta sola in casa per via di alcune commissioni che il marito doveva svolgere (tra cui acquistare cibo e medicinali), la Clancy strangolò i tre figli con alcune bande elastiche utilizzate per esercizi ginnici e poi, dopo essersi tagliata i polsi, tentò di suicidarsi lanciandosi dalla finestra.
Al ritorno il marito dovette constatare con tremendo orrore l’uccisione dei figli e la moglie che, pur sopravvissuta all’impatto, era però rimasta paralizzata dalla vita in giù.
Ora che il caso è stato riassunto nella, purtroppo spietata, oggettività della cronaca dei fatti, vorrei produrre alcune riflessioni che toccheranno più di un aspetto e di un punto di vista su questa vicenda, cercando di restare, allo stesso tempo, oggettivo e cristianamente misericordioso.
La doppia folla
-La Clancy, in America, è stata accolta tra due immense ali di folla composte da femministe e madri (generalmente di idee Liberal-Woke) intente ad acclamarla e mostrarle “piena solidarietà” in quanto “madre depressa e malata, abbandonata dalla società”.
Ora, per come la vedo io, è indubbio che Lindsay soffrisse di gravi disturbi mentali, altrimenti non avrebbe tentato, dopo l’eccidio dei suoi figli, di togliersi la vita in quel modo tanto disperato e violento.
So meglio della maggior parte delle persone cosa significhi soffrire mentalmente, so quanto possa annebbiare la percezione del reale.
Posso anche arrivare a rivolgere a lei le mie preghiere e i miei auguri affinché ritrovi Pace e Grazia presso Dio.
Ma, allo stesso tempo, penso che nessuna condizione mentale giustifichi un triplice infanticidio, in particolare dei propri stessi figli.
In tutto il mondo è PIENO di madri (e padri) depressi, traumatizzati, mentalmente sull’orlo del baratro, però la maggior parte di loro non uccide i propri figli.
La malattia della Clancy può aiutare a COMPRENDERE il suo tragico, atroce gesto, ma non potrà MAI giustificarlo.
Credo che una società totalmente sconfitta (perché questo è la morte di 3 bambini per mano della loro stessa madre, una DEVASTANTE sconfitta sociale), debba pensare di più a piangere quei suoi figli caduti…e a proteggere quelli ancora vivi, invece di sindacare su chi ha le colpe dell’accaduto e su quale percentuale di colpe abbia ciascuno.
Tra l’altro, cade ancora una volta nel nostro triste e declinante Occidente, la maschera ipocrita del Femminismo Woke.
Se fosse stato il padre?
Perché diciamo la verità: se fosse stato Papà Clancy a commettere il triplice infanticidio…anche con tutti i traumi passati e i disturbi mentali del mondo, sarebbe stato portato alla gogna come orrendo orco assassino, alfiere dell’Etero-Patriarcato Cristiano o altre amenità del genere.
Altro che solidarietà.
Altro che “il Patriarcato danneggia anche gli uomini”.
Altro che “ti vedo, fratello”
Perciò è giusto portar misericordia anche a coloro che hanno commesso le peggiori atrocità…ma senza ipocrisie, per favore.
-La terza considerazione, incredibile a dirsi, apre un raggio di ottimismo e di speranza cristiana, nella tremenda tenebra che ha generato questo caso lacerante: il fatto che il marito di Lindsay, il padre di quei tre poveri bambini massacrati, abbia trovato la forza e la Grazia di perdonare la moglie, lasciandola al giudizio della Corte e al pagamento futuro per i suoi crimini.
Ed è bene chiarirlo: il Perdono Cristiano non è oblìo.
Niente mai potrà cancellare dalla mente e dal cuore di quel padre il ricordo dei suoi figli e lo strazio lacerante di averli persi…ma Cristo lo ha guidato verso la salvifica consapevolezza che, a tale immenso strazio, è inutile e dannoso aggiungerci il peso dell’odio e del rancore.
Patrick Clancy e sua moglie erano infatti uniti non solo da amore sincero (a detta di Patrick stesso), ma da una profonda Fede Cristiana Cattolica.
Io non posso che concludere dicendo che prego Dio affinché sostenga Patrick nel suo dolore…e ispiri Lindsay a consegnarsi tutta al Suo Infinito Amore e Perdono, che tutto lava, che tutto cura, che tutto salva.
Ora più che mai ne ha bisogno.
Che possa saldare il suo debito con la Giustizia, redimere la sua anima e giungere a riabbracciare i suoi figli in Paradiso, dove ora sicuramente riposano, lontani dal Male che striscia nel nostro Mondo, pronto a ferire e lacerare le anime umane.
Perché alla fine di tutto, “Amor vincit omnia”, l’Amore vincerà su ogni cosa.
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Articolo di grande grande levatura.