In questi giorni sui canali della controinformazione e della destra radicale americana (e non solo) si è riacceso il dibattito su Trump e sul movimento MAGA.
Tra i due estremi – quello più ottimista che considera Trump come “nostro” e quello più pessimista e critico che lo classifica come uno dei tanti politicanti del sistema e quindi pur sempre un nemico – questa sintetica analisi da parte di Martin Sellner, liberamente tratta da canali di lingua inglese appare la più equilibrata e soprattutto la più pratica da un punto di vista rivoluzionario concreto.
Pur tenendo presente che la analisi strategica riguarda la situazione americana non possiamo fare a meno di notare che ha inevitabilmente ricadute e spunti che riguardano anche i paesi europei.
La vittoria Meta-politica trumpista
Tanti sono giustamente contenti della vittoria di Trump. Questa è ben più di una vittoria politica: è una vittoria meta politica . Mettere fine alla ideologia woke e trans, bloccare l’immigrazione illegale e molte altre idee nostre in questa fase vengono “normalizzate” nella società.
Questo appare evidente anche dalla partecipazione di tante star alla cerimonia di inaugurazione: sono altrettanti segnali che il trumpismo è ormai “normale” e “accettabile”.
Le conseguenze saranno massicce.
Ma noi NON dobbiamo essere soddisfatti, neppure per un giorno. Nulla di tutto questo è lontanamente sufficiente. L’ ideologia woke e la grande sostituzione sono stati il risultato di grandi avanzate della sinistra radicale e il trumpismo è puramente una reazione di difesa che sposta la finestra di Overton riportandola indietro di 15-20 anni.
Nel momento stesso in cui una delle nostre idee diventa mainstream, noi come avanguardia dobbiamo immediatamente fare un passo ulteriore. Attenzione: un passo e non dieci! Con la nostra “provocazione popolare” dobbiamo dare vita a una “ala radicale” del nuovo corso di Trump.
Spingendoci più avanti nel regno dell’ “innominabile” passiamo dalla difesa all’attacco e cominciamo veramente a spostare per la prima volta la Finestra di Overton verso destra.
Persino quelli che si accontentano del trumpismo dovrebbero appoggiare questa ala radicale perché dopotutto, solo una pressione continua può a mantenere il movimento MAGA sul suo percorso.
Questo NON significa attaccare Trump e il movimento MAGA. L’ala radicale non è una banale eco e il nostro pubblico di riferimento è pur sempre la base di MAGA. Attacchi diretti a Trump e ai suoi possono alienare simpatie presenti in quella base e ostacolare la nostra influenza ideologica.
Le spinte verso nuovi riferimenti ideologici dovranno restare comprensibili alla maggioranza del movimento altrimenti avranno l’ effetto opposto.
Solo allora potremo vincere la vera battaglia principale, quella che inizia sempre dopo e al di fuori delle elezioni.
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