Pioltello: il Ramadan incombe, la scuola si arrende e i laicisti… Muti!
Mentre il mondo combatte contro l’oppressione culturale e l’ideologia “woke”, in Italia siamo ancora alle prese con le conseguenze di una malintesa inclusività.
La scuola Iqbal Masih di Pioltello, per il secondo anno consecutivo, ha annunciato la chiusura in occasione del Ramadan.
La motivazione ufficiale? “Esigenze didattiche”. Ma diciamoci la verità: qui non si tratta di esigenze didattiche, ma di un atto di sottomissione culturale nei confronti di una minoranza religiosa.
Oltre il 40% degli studenti è di fede musulmana, il che significa che il diritto allo studio di una maggioranza di studenti, presumibilmente italiani, viene negato per celebrare una festività religiosa altrui.
E non è finita qui. Ricordiamo ancora l’assurdo divieto di merenda durante il Ramadan in una scuola di Cremona e il corso su come indossare il velo islamico in un istituto di Abbiategrasso. Un corso di sharia, ovvero di istituzionalizzazione dell’inferiorità della donna, in una scuola della Repubblica italiana, democratica e laica.
La domanda sorge spontanea: dove sono i paladini della laicità che tanto si battono contro il crocifisso nelle scuole? Silenzio tombale. Evidentemente, la laicità vale solo quando si tratta della nostra religione, quella cristiana e cattolica.
Siamo di fronte a una vera e propria “islamofilia woke” che si nasconde dietro inverosimili esigenze didattiche. Un atteggiamento che, come lo definirebbe Roger Scruton, è pura “oicofobia”: odio e vergogna per la propria cultura e tradizione, unite a un’apertura indiscriminata verso le tradizioni altrui.
Fortunatamente, i tempi stanno cambiando. Il ciclone Trump, che piaccia o no, sta spazzando via la cultura buonista e il “woke”. Presto, anche queste incongruenze culturali cadranno.
Certo, quest’anno la scuola di Pioltello chiuderà ancora per Ramadan, ma lo spirito del tempo viaggia in tutt’altra direzione.
Redazione
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