A Venezia va in scena il surreale: manifestanti comunisti pro Palestina, che accusano Israele di fascismo, contestano l’onorevole Fiano all’università Ca Foscari impedendogli di tenere la sua conferenza; il politico, presidente dell’associazione Sinsitra per Israele, a sua volta accusa i manifestanti di fascismo.
Verrebbe da ridere se il livello di ignoranza storica e ideologica non avesse raggiunto queste vette. Esattamente come i sostenitori di Russia e Ucraina, anche quelli di Palestina e Israele si accusano vicendevolmente di fascismo, svuotando del tutto la parola del suo significato originario.
In realtà la questione è vecchia di 80 anni, quando all’indomani della guerra civile i membri dei partiti vincitori, che fecero anche la resistenza, una volta in parlamento cominciarono ad accusarsi l’un l’altro di essere fascisti, nel metodo di piazza o di aula.
Oggi questa guerriglia civile tra le forze sedicenti antifasciste ha raggiunto il suo apice, regalandoci momenti di ilarità ma anche di riflessione. Dire che la repubblica e la sua bellissima costituzione sono fondate su questa roba qui spieghebbe lo stato in cui il nostro Bel Paese si trova, dove l’ideologia viene trasformata in tifo da bocciofila fatto di urla come al mercato del pesce, dove la polarizzazione ha toccato le punte estreme e il dialogo è inconcepibile, condannando di fatto la loro stessa democrazia in autocrazia con la scusa, appunto, di un fascismo inventato e riadattato alle circostanze.
È inutile negare che questo sistema sia uno zombie che a stento si regge in piedi, il fanatismo antifascista l’ha consumato, campando di rendita negli anni del boom per poi declinare progressivamente e inesorabilmente.
Se ne facciano una ragione gli antifascisti di destra e di sinistra, è finita, ed è finita a causa loro, esattamente com’è iniziata 80 anni fa quando già durante la resistenza le varie forse litigavano tra loro.
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao, anzi, addio
Lorenzo Gentile
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