Iniziata la XXV olimpiade invernale Milano Cortina presentata in pompa magna da tutto il gotha milanese alla presenza di Mattarella che nell’ennesimo discorso trito e ritrito ha ricordato come i valori dello sport debbano diventare i valori integranti della società.
Mi CO è iniziata con cantieri indietro nelle consegne, soldi buttati in progetti che sono lievitati in modo esponenziale nei costi e con un lascito di eco-mostri che alla fine dell’evento resteranno inutilizzati.
L’organizzazione è stata così raffazzonata che ci sono state minacce di boicottaggio da alcune federazioni sportive straniere.
I tedofori imbarazzanti e la manfrina di Ghali
Mahmood e Snoopy Dog sono probabilmente i simboli della Milano che piace a Sala ma risulta veramente artificiosa l’esclusione di Massimo Boldi reo di aver detto qualcosa che milioni di milanesi pensano e dicono al bar ogni mattina.
Invitare poi alla cerimonia di apertura il rapper Ghali, che di certo non brilla per acume e pacatezza ed è sempre pronto a vomitare sentenze sul presunto razzismo degli italiani.
Infine l’invasione di personale straniero per garantire la sicurezza dell’evento come gli agenti dell’ICE ovvero l’agenzia Immigration and Customs Enforcement, giunti a Milano per gestire la sicurezza del personale USA.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole, siamo sempre la solita “Italietta” servile verso i potenti e l’idea mainstream corrente, piena di persone inefficienti, messe a dirigere l’evento, incapaci poi di assumersi le responsabilità dei propri fallimenti, persone messe nei vari posti non per meritocrazia ma per simpatia, connivenza, interesse o con tessere di quel o quell’altro partito politico.
Italia affossata
Una Italietta affossata dal sistema e dalla burocrazia, che pensa più a far “passerelle” invece di dedicarsi al lavoro: sappiamo tutti che Italia vive su opere che iniziano e non vengono mai portate a termine, che vive sul “lo facciamo domani” rimbalzando i problemi da una giunta politica all’altra
Godiamoci, ora e per per una manciata di giorni le gesta dei nostri atleti che hanno sudato anni per prepararsi a questo evento, sperando poi dopo il 22 febbraio di tornare a vivere tranquillamente la metropoli lombarda, sperando che nel 2027 ci sia un cambio di passo, mandando finalmente a casa la giunta corrente e che per molti di loro siano sbarrate per sempre le porte di Palazzo Marino.
Paolo Ornaghi
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