Il 1° febbraio, sul calendario, è solo una data. In Spagna, però, rappresenta l’inizio di una tragedia che ogni anno si consuma nel silenzio: la fine della stagione di caccia e l’abbandono sistematico di migliaia di cani utilizzati per la caccia.
È in questo contesto che nasce il Día del Galgo, la giornata mondiale dedicata al levriero spagnolo, conosciuto come il “figlio del vento”. Un animale elegante, sensibile e docile, diventato nel tempo il simbolo di una crudeltà normalizzata.
Galgos e Podencos
Ma accanto ai Galgos esiste un altro grande gruppo di vittime, spesso invisibili: i Podencos, cani altrettanto sfruttati e destinati allo stesso identico destino. In molte zone della Spagna, Galgos e Podencos non sono considerati animali da compagnia, ma strumenti di lavoro. Terminata la stagione venatoria, ciò che non serve più viene eliminato.
Le cronache delle associazioni animaliste parlano di cani abbandonati nelle campagne, lasciati morire di fame, impiccati o gettati nei pozzi. Una violenza che non fa distinzione di razza e che colpisce sempre gli stessi: gli animali più indifesi. Il Día del Galgo non nasce per celebrare, ma per denunciare. È una giornata di sensibilizzazione internazionale che punta a rompere il silenzio su pratiche ancora oggi tollerate e a chiedere un cambiamento culturale e legislativo che riconosca a tutti i cani, compresi quelli da caccia, il diritto a una vita dignitosa.
Accanto al dolore per le vittime, questa giornata accende anche i riflettori sul lavoro quotidiano dei volontari e dei rifugi che recuperano questi animali, li curano e li accompagnano in un percorso di rinascita attraverso l’adozione.
Un impegno silenzioso, spesso sostenuto solo dalla solidarietà, che restituisce a questi cani ciò che era stato loro negato: il rispetto. Su questo tema interviene Valerio Arenare, Presidente dell’Associazione Verde & Azzurro, con parole nette e senza ambiguità:
“Il Día del Galgo non è una festa, ma un atto di accusa. È la fotografia di un sistema che considera gli animali strumenti da usare e gettare via. Come Associazione Verde & Azzurro denunciamo con forza queste pratiche disumane e chiediamo che tutti i cani da caccia siano finalmente riconosciuti e tutelati come esseri senzienti. Non voltarsi dall’altra parte significa scegliere da che parte stare: dalla parte della vita, del rispetto e della civiltà”
Il Día del Galgo è quindi un invito a non restare indifferenti. Informarsi, condividere, sostenere le associazioni di salvataggio e scegliere l’adozione responsabile sono azioni concrete che possono fare la differenza.
Perché il silenzio rende complici, mentre la consapevolezza può salvare delle vite.
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