Bisogna essere onesti: questa mattina, leggendo le dichiarazioni di quel “bagaglio” – termine che a Bologna ha un significato preciso – di Matteo Lepore, tanti di coloro che animano i comitati civiic scesi in campo per offrire un’alternativa di governo alla città hanno pensato: Magari!
Poi, però, ricordando appunto che si tratta di un “bagaglio”, gli stessi hanno capito quanto si prospetti aspra la contesa contro un avversario che si permette di definire “prezzolati”, poiché questo sarebbero i “civici” se prendessero soldi dal Centrodestra, quella parte di cittadinanza che, pur sul fronte opposto al suo, però i preoccupa, s’impegna, si spende – spende e non incassa – per dare voce e rappresentanza a parti della città che si sentono ignorate o danneggiate dalla pubblica amministrazione.
Mai si era caduti tanti in basso, nella polemica politica cittadina. Quelle di Lepore sono accuse generiche, diffamatorie, tali da squalificare giusto chi le ha pensate (poco) e strillate davanti ai giornalisti.
Parole stupide e, per altro grottesche, conoscendo i personaggi della politica cittadina: veramente, infatti, si possono immaginare Galeazzo Bignami, piuttosto che Lucia Borgonzoni o chissà chi altri di Forza Italia mettere mano al portafogli e pagare qualcuno per fare ciò che loro non riescono a fare, quanto meno con la dovuta energia che meriterebbe la disastrata situazione bolognese? Nel Centrodestra locale, tra i vari difetti, c’è anche quello di chiedere contributi ai cittadini, non certo di offrirli.
Un esempio per tutti. Ubcc – ma è chiaro che ciò riguarda anche tutti gli altri civici -, se indicono una riunione, se fanno una manifestazione, se organizzano un momento di approfondimento culturale, devono pagarsi tutto, dalla sala all’impianto di amplificazione, dalla pubblicità dell’evento a quanto altro è necessario e utile alla realizzazione di un’idea. E questo in una città dove gli amici del sindaco e della giunta gestiscono decine di spazi pubblici, ottengono finanziamenti per le loro attività, hanno a disposizione permanente e gratuita la cartellonistica cittadina per diffondere deliranti messaggi politico-sociali.
Risulta a qualcuno che il Centrodestra abbia mai tentato di colmare questo divario? I tre partiti maggiori non solo non hanno creato spazi di socialità e cultura alternativi, ma hanno anche chiuso le rispettive sedi. Sono arroccati nei gruppi consiliari, dove la politica è condotta con stile ministeriale.
Altro che finanziamenti occulti, come blatera il “bagaglio”, a Bologna c’è palese incapacità, semmai, nel supportare ciò che la città produce spontaneamente, nella progettazione di un futuro migliore. E gli insulti del sindaco, al limite, evidenziano questa incapacità dei suoi avversari istituzionali, scivolando come pioggerellina di un inverno finalmente agli sgoccioli dalle spalle chi la gente, per la strada, non ha mai il timore di guardarla negli occhi. Ricevendo da quella stessa gente analogo sguardo di stima e considerazione.
Massimiliano Mazzanti
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Lepore non merita commenti, non vale un minuto del mio tempo
Magari una lista civica anche se io non posso votare non essendo resjdente a bologna