La nuova frontiera del futuro sono i bambini su misura: la promessa della startup americana Nucleus Genomics.
Qualche mese fa, più precisamente nel novembre dello scorso anno a New York un enorme cartellone con il volto di un bambino e la frase “Have your best baby” (“Abbi il tuo miglior bambino”), tappezzando tutte le stazioni metropolitane della grande mela, è divenuto il simbolo di un cambiamento profondo nel modo a come ci si rivolge alla fecondazione assistita, fecondazione assistita che negli ultimi tempi è diventato un business multimilionario.
La pubblicità a New York
Questa pubblicità della Nucleos Genomics, una start-up americana che sta portando la genetica riproduttiva ad un estremo che fino a pochi anni fa sembrava inviolabile.
Con soli, si fa per dire, 9.999 $ l’azienda si prefigge di analizzare il genoma degli embrioni ottenuti tramite la fecondazione in vitro. Ritenendo di poter elaborare oltre 2.000 previsioni genetiche per consentire ai futuri genitori di scegliere quello con il “profilo genetico migliore”.
I sistemi di screening genetico preimpianto non sono una novità, da diversi anni molti strumenti favoriscono l’identificazione di anomalie cromosomiche o mutazioni responsabili di malattie ereditarie gravi, ma, ora, questa startup, ha alzato il tiro con la sua proposta che prevede il sequenziamento completo del genoma embrionale, accompagnato da algoritmi capaci di calcolare punteggi di rischio poligenico.
Eugenetica, ricorda qualcosa?
In pratica, ogni embrione viene descritto attraverso una mappa probabilistica che stima non solo la predisposizione a patologie come diabete o malattie neurodegenerative, ma anche tratti complessi come, l’altezza potenziale, il rischio di obesità, il colore degli occhi, la predisposizione all’ansia o all’ ADHD, ovvero la sindrome da deficit di attenzione e un insieme di parametri legati alle capacità cognitive.
Tutto ciò nasconde un cambiamento culturale che riguarda l’etica la biologia ed il mercato; infatti, l’impatto mediatico è stato immediato e sulla startup sono piovute accuse da ogni parte di promuovere un’idea della genetica che diventa un bene acquistabile al fine di promuovere una genitorialità concorrenziale, basata su canoni estetici e prestazionali.
Arrivano i bambini superman
Invero chi se lo può permettere, potrà comprarsi il futuro biologico dei propri figli, e chi invece non potrà permetterselo vedrà i propri figli competere con dei bambini “ottimizzati” così, ad esempio, tra vent’anni le università filtreranno gli studenti alla loro genetica, o, altro esempio, le assicurazioni stileranno polizze e prezzi in base all’ottimizzazione genetica, producendo, come se ora non ce ne fossero già abbastanza, ulteriori disparità.
I limiti etici
Se il valore di una vita si misura tramite parametri genetici e se in un prossimo futuro, ci affideremo ad un algoritmo per stabilire cosa significa essere “migliori”, saremo ancora umani?
Stiamo attuando le basi per la creazione futuribile di due specie umane ben distinte?
Paolo Ornaghi
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